mercoledì 16 aprile 2008

17 aprile alle ore 18.00 a Mestre (VE) in Viale San Marco 184

Il dopo elezioni ci richiede un'analisi critica e sincera di come è andato il voto e soprattutto comprendere insieme le motivazioni che sottendono a questo. La caduta è stata rovinosa, ora è indispensabile alzarsi. Crediamo fermamente che per farlo sia necessario aprire un dibattito e che non si possa aspettare. E' necessario ripartire dal basso, ricompattare la base, riavvicinare tutta quella società civile che non si ritrova nel dualismo pd-pdl imposto da una campagna elettorale che ci ha oscurati, ma che crede fermamente nei valori di uguaglianza, solidarietà, giustizia sociale, laicità, pacifismo.
In Veneto il progetto dell'Associazione per la Sinistra Arcobaleno ha raccolto moltissime adesioni attraverso il tesseramento diretto delle persone nei banchetti delle piazze. Il percorso che abbiamo iniziato, di un soggetto plurale della Sinistra costruito democraticamente nei territori dove partecipazione e pluralismo sono motori di percorsi organizzativi e decisionali nuovi, rappresenta un patrimonio che non possiamo e vogliamo sprecare. Le elezioni rappresentano sempre un passaggio, però non si può tornare indietro ma è necessario andare avanti cercando insieme di trovare una strada, su cui procedere, condivisa, che prepari, se ne saremo capaci, un rilancio.
Il 19 aprile a Firenze ci sarà una grande assemblea nazionale promossa da associazioni, singoli, reti di movimento, esponenti delle forze politiche della Sinistra l'Arcobaleno, con l'obiettivo di avviare il nuovo percorso della Sinistra.
Questo passaggio nazionale obbligato non può e non ci deve cogliere impreparati. Anche il Veneto sarà presente a questo incontro nazionale di Firenze. Tutte le persone, le associazioni, i movimenti, che vogliono partecipare sono caldamente invitate a farlo.
Il dibattito nostro interno come Veneto inizia però già da oggi e necessita la capacità, la forza, la lucidità di tutti i compagni e le compagne che vogliono esserci, che non vogliono soccombere, che credono fermamente che per cambiare le cose bisogna continuare a sporcarsi le mani, tenere duro e ributtare il cuore ancora una volta oltre l'ostacolo.
Abbiamo organizzato un incontro come Sinistra Veneta il giorno 17 aprile alle ore 18.00 a Mestre (VE) in Viale San Marco 184 – Centro Civico del quartiere. Vi chiediamo di essere presenti tutti, di allargare l'invito a tutti quelli che possono essere interessati a provarci a ripartire insieme dalla base.

giovedì 10 aprile 2008

Appello al voto della Sinistra Europea

28/03/2008 - Noi sosteniamo le liste de “La Sinistra, l’Arcobaleno” , e il candidato-premier Fausto Bertinotti, per quattro buone ragioni.

1. Perché è un voto utile alla democrazia italiana e alla rinascita della politica. La contesa elettorale non può ridursi a una partita a due, o a un referendum tra leadership spettacolari. E il futuro del paese non può essere affidato al “modello americano” , che per definizione e vocazione storica cancella la sinistra dalla rappresentanza istituzionale. Per battere la destra, la sinistra resta essenziale. Per vincere la sfida della pace che muove milioni di persone, ci vuole una sinistra forte. Per superare la crisi di fiducia, e i pericoli di declino morale dell’Italia, le idee e la forza della sinistra restano imprescindibili.
2. Perché è un voto di parte. Dalla parte dei lavoratori e dei diritti del lavoro, operaio, precario, intellettuale, sfruttato, sottopagato, umiliato. Dalla parte delle donne, dei giovani e dei nuovi cittadini e cittadine migranti in cerca di libertà. Dalla parte del rispetto per l’ambiente, minacciato da un’idea di sviluppo cieca e squilibrata. Dalla parte del valore non mercificabile del sapere e della conoscenza. Fuori da questa parzialità, che rivendichiamo come una risorsa preziosa, non c’è vera possibilità di cambiamento. E tutto si “concilia”, si omologa, si appiattisce, in un clima di conformismo dilagante.
3. Perché è un voto laico. Per fermare l’invadenza interventista delle alte gerarchie vaticane e le tentazioni neo-temporaliste della Chiesa cattolica. Per arginare le insorgenze fondamentaliste, che attaccano leggi come la 194, bloccano l’allargamento dei diritti civili, diffondono omofobia, tentano di ricondurre le donne ad un ruolo antico di soggezione. Noi non vogliamo nè “guerre di religione” nè antistorici steccati tra credenti e non credenti. Crediamo piuttosto che la laicità dello Stato e il primato del Parlamento siano il fondamento più solido della libertà di tutti. 4. Perché è un voto di speranza: per una sinistra capace di rigenerare se stessa, il suo modo di essere e di agire, i suoi progetti. Un obiettivo difficile, ma assolutamente necessario, che può cominciare un percorso positivo nel fuoco di queste elezioni, il 13 e 14 aprile. Noi, a questa speranza non possiamo rinunciare.

mercoledì 9 aprile 2008

Comunicato stampa

La notte tra il 7 e l'8 aprile dei ladri sono entrati nella sede di Punto Rosso a Milano. La sede in questione è anche sede di Socialismo XXI, forum della Sinistra Europea a cui aderiamo anche noi della Sinistra Europea Venezia. Un caloroso saluto ai compagni di milano.
Riportiamo il comunicato stampa.

Comunicato stampa Associazione Culturale Punto Rosso e Vittorio Agnoletto Milano, 8 aprile 2008. Nella notte tra lunedì 7 aprile e martedì 8 aprile, ignoti hanno scassinato una porta di ferro con danni alla muratura e hanno fatto irruzione negli spazi dell'Associazione Culturale Punto Rosso, la cui sede ha alcune vetrine che danno su via Guglielmo Pepe e su via Carmagnola, a Milano. Hanno rubato tre computer, rispettivamente appartenenti a Giorgio Riolo, presidente dell'associazione, alla segreteria del Punto Rosso e allo staff di Vittorio Agnoletto, eurodeputato. Tutti computer con dati sensibili e documenti di vario tipo. Hanno scaraventato a terra raccoglitori con documentazione, fogli etc, hanno messo sottosopra l'intera sede. Sicuramente hanno potuto contare su informazioni in loco, nel caseggiato. Ma il tutto avviene in una fase politica e in un momento particolari. E' un atto politico grave nei confronti di un'associazione che opera a Milano e in Italia come spazio politico e culturale della sinistra, operando nel movimento altermondialista. L'Associazione Culturale Punto Rosso è tra i promotori de La Sinistra L'Arcobaleno. Già nel dicembre 2006 l'associazione milanese ha subito un altro furto, nel corso del quale furono rubati i computer dello staff di Agnoletto, altri pc e materiale. Stamattina è stata sporta denuncia presso le autorità competenti.

venerdì 4 aprile 2008

Un progetto politico non solo una lista elettorale

Il 6 aprile alle ore 10.00 presso l'aula magna dello IUAV-Tolentini, Venezia si terrà l'incontro "un progetto politico non solo una lista elettorale". L’incontro intende promuovere il soggetto unitario della Sinistra e degli Ecologisti che guardi oltre la scadenza elettorale ed è organizzato dal movimento politico per la Sinistra l’Arcobaleno, movimento che raccoglie associazioni, comitati, singoli compagne e compagni per la costruzione dal basso della Sinistra l’Arcobaleno.
Saranno presenti all’incontro: Sperandio, Zanella, Bettin, Tortorella, Siniscalchi, Pomeranzi, Nizi, Bonfanti, Folena, Pizzo, Di Siena, Lavaggi, Agnoletto, Pettenò, Salzano.

giovedì 3 aprile 2008

Il prezzo del velo

A proposito del velo islamico…. Presentazione del libro
“Il prezzo del velo. La guerra dell’Islam contro le donne” di Giuliana Sgrena.

Martedì 1 aprile 2008 a Venezia ed a Mestre è stato presentato, all’interno della campagna elettorale della Sinistra Arcobaleno, il nuovo libro di Giuliana Sgrena “Il prezzo del velo”. L’incontro è stato organizzato dal consigliere comunale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea Sebastiano Bonzio ed è stato coordinato da Giulia Albanese a Venezia e da Elena Carradori a Mestre.
Di fronte al vasto pubblico dei due incontri Giuliana Sgrena non si è limitata a raccontare il suo libro, spiegando che il velo è una pratica che non ha una origine chiara tant’è che nel Corano non ci sono versi chiari che prescrivano di coprirsi i capelli o il capo ed offrendo una panoramica dei diversi paesi di cui ha scritto; ma ha chiarito i motivi che l’hanno spinta a scrivere un libro che lei stessa ha definito di denuncia. In tutto il libro è chiara questa denuncia: il velo non è simbolo di libertà religiosa bensì di una discriminazione sessuale. E nel suo libro Giuliana non si limita a narrare la condizione delle donne nei paesi islamici, ma di raccontare come queste donne devono subire le stesse discriminazione anche nei nostri paesi occidentali.
In Italia la questione del velo è negata dalla destra che fa leva sulle radici cattoliche-cristiane del nostro paese per cui ogni simbolo mussulmano è nemico e dalla sinistra è trattata con estremo imbarazzo per un diffuso pensiero “politicamente corretto” per cui non si posso prendere posizioni che potrebbero essere considerate razziste. Infatti l’equazione solitamente fatta è che il velo è espressione di libertà religiosa e quindi prerogativa di uno stato laico dove tutti possono convivere nel pieno dei loro diritti. Ed è proprio qui che la Sgrena ci chiede di riflettere. Come si fa a ritenere il velo una espressione di libertà? Un modo per far valere i propri diritti? Uno Stato laico non può imporre e/o vietare ad un suo cittadino di indossare qualcosa di particolare quale è il velo, ma certamente non può accettare che ci siamo dei cittadini (uomini) che impongano su altri cittadini (donne) l’uso di questo indumento. Il velo solitamente è accompagnato ad atteggiamenti di forte oppressione nei riguardi della donna: impossibilità di studiare, lavorare, di libertà di movimento e nei casi più estremi di forti violenze fisiche e psicologiche. Questa è oppressione. È totale mancanza di diritti umani. Anche la sinistra, in nome della tolleranza religiosa, ha preso posizioni fin troppo timide e confuse. Su questo invece dobbiamo tutti insieme lavorare come sinistra, se crediamo che il fondamento del nostro essere si basi sulla denuncia di tutte le forme di sopruso e discriminazione.

giovedì 27 marzo 2008

Manifestazione a Lubiana 5 aprile 2008

La Sinistra Arcobaleno del Veneto partecipa alla campagna sui salari indetta dalla Confederazione Europea dei Sindacati con una delegazione alla manifestazione sul lavoro a Lubiana – Slovenia, prevista per sabato 5 aprile 2008, per chiedere un aumento delle retribuzioni, per la difesa del potere di acquisto, per ridurre le differenze tra i paesi, per sostenere la domanda, per una riduzione delle disparità di reddito tra uomini e donne e per rafforzare la contrattazione collettiva.

Il ritrovo è previsto per le 8.30 del mattino presso la Federazione di Rifondazione Comunista in via dell’Elettricità a Marghera da cui partirà un pullman che si congiungerà a Trieste con i compagni triestini, per arrivare fino a Lubiana. Il rientro è previsto in serata.
Contributo viaggio: 10 euro.

Per prenotazioni ed informazioni:
041.5256378 Elena
041.5382379 Virna
041.2748172 Maurizio

Perché mi candido con La Sinistra l'Arcobaleno di Anna Donati

La mia candidatura per La Sinistra l'Arcobaleno è una scelta di parte: dalla parte dell'ambiente, dei diritti e delle libertà , dalla parte del lavoro e dei precari, della pace e della giustizia sul pianeta. Sono in lista per il Senato nella circoscrizione Veneto. Ho fondato, e sempre sostenuto, i Verdi in Italia, che sono la mia storia e la mia passione. Per questo oggi condivido la scelta di promuovere il soggetto unitario La Sinistra l'Arcobaleno, che rappresenta una vera novità nella politica italiana.

Una scelta di parte, senza ambiguità
La Sinistra l'Arcobaleno è la risposta giusta a due domande di cambiamento che pongono oggi i cittadini e le cittadine del nostro Paese. Primo, mettere al centro della politica i contenuti e la vita reale delle donne e degli uomini; secondo, ridurre la frammentazione, che ormai ha determinato troppe divisioni ed allontanato le persone dalla buona politica.Temi fondanti come la tutela per l'ambiente, la difesa del lavoro e la lotta alla precarietà, la promozione della libertà e dei diritti civili delle persone, l'impegno per la pace e la giustizia sul pianeta sono il nostro patrimonio comune. Idee, impegno, ma anche un lavoro concreto fatto insieme, negli ultimi anni in Parlamento, dalle quattro forze politiche che oggi promuovono La Sinistra l'Arcobaleno: Rifondazione Comunista, PdCI, Sinistra Democratica e Verdi.Ci unisce un'idea di fondo contro lo sfruttamento e le ingiustizie che riguardano: le persone, le donne, il lavoro, le risorse, il territorio, gli altri animali, i beni comuni. Uno sfruttamento "indispensabile", secondo tutte le altre forze politiche, che rincorre una crescita illimitata ed insostenibile. Uno sfruttamento che alimenta lo squilibrio tra Nord del pianeta, avido di risorse e beni che trasforma in rifiuti, ed il Sud del mondo, dove le persone muoiono di fame e sete, di malattie, di catastrofi ambientali. Senza alcun diritto al lavoro, alla scuola, alla sanità.Tutto questo ci riguarda direttamente. Noi tutti dobbiamo impegnarci, qui ed ora, per dare maggiori opportunità alla giustizia, alla pace ed al disarmo, alla tutela dell'ambiente, ai diritti delle persone. Vogliamo continuare a farlo con proposte concrete e soluzioni praticabili, come abbiamo indicato nel programma de La Sinistra l'Arcobaleno.

L'ambientalismo del fare BENE
La mia esperienza nei Verdi e nell'ecologismo italiano per la difesa del territorio e del paesaggio, per la mobilità sostenibile e contro le grandi infrastrutture sbagliate, per la riqualificazione urbana e migliori servizi ai cittadini, sono una garanzia concreta di ambientalismo del fare bene. La retorica della "politica del fare" a qualsiasi costo, non basta: è necessario fare bene, nel rispetto delle esigenze della collettività e dell'ambiente.Solo il successo elettorale de La Sinistra l'Arcobaleno avrà la forza necessaria per costringere il Partito Democratico a dare risposte coerenti alla questione ecologista. Infatti, l'attuale alleanza con Antonio Di Pietro e la sua politica del fare tante opere sbagliate, è purtroppo un chiaro indicatore della distanza dal nostro punto di vista e dalle nostre tante proposte per fare bene!

Una scelta di parte per le donne
Ho anche una ragione in più per sostenere La Sinistra l'Arcobaleno: avevo 16 anni quando ho partecipato attivamente al movimento femminista in Romagna. Uno straordinario momento di impegno collettivo, di voglia di cambiare il mondo, di esserci e contare per noi donne. Abbiamo ottenuto tanti successi ed io non ho mai dimenticato l'energia e la forza di quella stagione politica, che oggi qualcuno vorrebbe rimettere in discussione a partire dalla legge 194 per la maternità responsabile. Una ragione in più per votare La Sinistra l'Arcobaleno.

Andare a votare per il bene di tutti
Dopo tante assemblee, incontri e scambi mail, sono pienamente consapevole della delusione per la nostra recente esperienza di Governo, la crisi della politica e della rappresentanza di una "casta" ormai ripiegata su se stessa. Una delusione anche profonda, in molti casi, che alimenta la voglia di astensionismo e di non andare a votare. Questo è il nostro principale avversario da battere, insieme al Partito del Popolo delle Libertà di Silvio Berlusconi.Ognuno di noi, in vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile, deve riflettere e chiedersi se vuole un mondo peggiore di quello di oggi; se la condizione del lavoro deve essere solo la precarietà ed i redditi impossibili; se la distruzione delle risorse e dei beni comuni deve proseguire inesorabilmente; se non è ingiusto aumentare la spesa per armamenti e tagliare quella sociale; se i diritti che abbiamo conquistato con tante battaglie debbano tornare in discussione.

Abbiamo bisogno di voi e non solo del vostro voto.
Abbiamo bisogno della vostra partecipazione alla nascita ed alla crescita de La Sinistra l'Arcobaleno, che si presenta oggi, per la prima volta, all'appuntamento elettorale. Andare a votare è prima di tutto un atto di responsabilità per il futuro del nostro Paese. Fare una scelta di parte e votare La Sinistra l'Arcobaleno è una risposta giusta ed utile. E' energia pulita per il cambiamento.

Anna Donati Candidata in Veneto al Senato

martedì 25 marzo 2008

SINISTRA ARCOBALENO: UNA PROPOSTA NUOVA NEI CONTENUTI E NEI METODI

di Renato Cardazzo

Le polemiche tra ceti politici residuali rimangono inevitabili. Sono il segno della stanchezza con la quale anche la storia politica della sinistra deve fare i conti.
C’è chi pensa alla Sinistra Arcobaleno come alla mera somma elettorale di apparati, di personalità in carriera, una sorta di autobus per arrivare con meno danni possibili all’indomani del voto.
Ecco allora da una parte crescere un atteggiamento parassitario, teso a lucrare su un progetto in cui non si crede, dall’altro si moltiplicano polemichette tra ceto politico in un teatrino segnato dalla grottesca parodia della cultura dell’ egemonia, da imporre l’un sull’altro.
La campagna elettorale e la legge con cui voteremo hanno alimentato questa idea vecchia di politica: candidati storditi e spaesati inviati in questa o quella regione, monopolio centralistico delle decisioni, attenzione per i territori e le esperienze in atto pari allo zero.
Tutto questo e molto di più, trova grande eco nei mezzi d’informazione. Gli stessi che continuano ad ignorare le proposte, i contenuti, le esperienze positive che l’idea di una sinistra nuova, unita e plurale hanno già iniziato a produrre.
Un mese fa eravamo nelle piazze di piccole e grandi cittadine del Veneto con 250 banchetti per avviare la campagna di raccolta di adesioni popolari all’Associazione veneta per la Sinistra l’Arcobaleno. In due giorni abbiamo raccolto migliaia di adesioni. Nella sola provincia veneziana oltre 900 donne e uomini, senza nessuna tessera di partito in tasca, si sono iscritte dando fiducia ad una proposta nuova, che offra luoghi aperti di confronto dove poter esprimere il proprio consenso, poter portare – ciascuno a modo proprio – un contributo attivo, ma anche dove poter decidere assieme.
Questo progetto dell’Associazione nasce prima della crisi di governo e dell’indizione di elezioni anticipate e ha l’ambizione di guardare oltre il 13 aprile.
Per quanto ci riguarda questo progetto non nasce dal nulla, sta invece dentro un percorso di molte compagne e compagni del PRC e della Sinistra Europea, che negli ultimi anni hanno con tenacia operato in questa direzione.
L’idea centrale è il bisogno di “rifondare” la sinistra, ricostruendo la sua comunità politica e sociale, rivitalizzando i grandi valori condivisi di giustizia, libertà, uguaglianza, ma traducendoli in obiettivi praticabili nel territorio, dentro la critica al modello di sviluppo capitalista.
Non una riproposizione arcaica di localismo egoista, bensì il ricercare una ricomposizione di un blocco storico del cambiamento, partendo dai luoghi dove la globalizzazione ha travolto le persone, disperso il senso civico di comunità, assunto l’alienazione del lavoro come comandamento, devastato ambiente, rapinato le risorse non rinnovabili.
Noi lavoriamo per un progetto politico che parli dei problemi reali, ma anche che parli di futuro. Il nostro obiettivo è lavorare una nuova forza politica capace di non essere terminale spento di un qualche centro nazionale a cui delegare “la linea politica”, bensì che operi assumendo la parzialità come valore, operando come massa solidale dentro principi condivisi ma con sperimentazioni plurali, valorizzando le esperienze, il saper fare, l’agire a rete. Insomma una forma partito “larga”, che impari dalle pratiche largamente diffuse nei settori di impegno sociale.
Una forza capace ad esempio di indicare la salvaguardia dell’ambiente come priorità politica e programmnatica, ma nello stesso tempo capace di organizzare, collaborare, partecipare alle associazioni, gruppi, comitati che praticano concretamente la cura del territorio, il recupero dell’ambiente, l’uso diverso e compatibile delle risorse naturali.
Una Sinistra capace di rovesciare le giuste battaglie per il salario, per l’occupazione, la sicurezza sui luoghi di lavoro, in un progetto che si scontri con il modo capitalistico di produzione e non si limiti solo a sacrosante battaglie sindacali.
Solo dentro un quadro complesso ma molto concreto, anche le iniziative di resistenza umana contro il Mose a Venezia, la colata di cemento di strade e autostrade in terraferma, contro il razzismo, contro la precarietà della vita e del lavoro, possono contribuire ad aprire la via ad un progetto di alternativa.
Pazienza se qualcuno ha la passione delle torte in faccia; pazienza se qualcuno a Roma ha confuso le liste con il solito cruciverba e ha riempito come fosse un Prefetto le caselline vuote; pazienza se qualcuno ci spiega che la sinistra nuova che piace a Massimo Cacciari è quella del fare,: radicale sul piano sociale e consociativa in materia di gestione della cosa pubblica.
C’è una moltitudine di compagne e compagni che di queste pantomime non sa che farsene e guarda già dall’oggi alla sinistra del futuro.

giovedì 20 marzo 2008

"Le buone pratiche tra i popoli. Cooperazione, solidarietà internazionale, commercio equo solidale"

Il giorno venerdi 28 marzo alle ore 17.30 presso la Scoletta dei Calegheri - S.Tomà, Venezia è previsto un incontro sulla solidarietà internazionale, commercio equo solidale e cooperazione internazionale.

All'incontro saranno presenti:

Sabina Siniscalchi - candidata Sinistra Arcobaleno e membro della commissione parlamentare affari esteri e comunitari

Raffaele Salinari - presidenti della Federazione Internazionale Terre des Hommes

Luana Zanella - candidata Sinistra Arcobaleno e membro commissione parlamentare per l'infanzia

Valentina Dascanio - candidata Sinistra Arcobaleno

Coordina:

Giampietro Pizzo - associazione di cultura politica "Fondamente"

Sono previsti anche interventi di rappresentanti di associazioni attive nel territorio.

mercoledì 19 marzo 2008

Appello Canale Zero

Cari amici e amiche, compagne e compagni di un'Italia che non si arrende. Lo sfacelo della situazione e della classe politica e una vera e propria emergenza democratica impongono di rompere indugi e timidezze, divisioni e recriminazioni.

Dobbiamo, in primo luogo, difenderci. E possiamo contr’attaccare.

Per farlo è ormai indispensabile dotarci di strumenti di comunicazione di massa che realizzino un'informazione democratica e che ingaggino una battaglia per la difesa della democrazia e del Bene Comune.

Noi riteniamo che milioni di persone, in Italia, aspettino questa proposta e siano pronti a sostenerla.

Ma farla richiede un impegno finanziario non indifferente. Non vi sono partiti, sindacati, imprenditori disposti a finanziarla. Se vi fossero vorrebbero controllarla. Cioè non servirebbe allo scopo. Quindi dobbiamo fare per conto nostro. Ciascuno di noi, di voi, diventi editore e protagonista.

E' tra voi, tra i cittadini, che dobbiamo raccogliere la somma necessaria per avviare l'esperimento. Che è grande, immenso, ma che dobbiamo fare con gli spiccioli. Un Davide contro i sette Golia. Ma non occorre avere decine di miliardi di euro per fare una informazione decente e libera. Anzi, i miliardi di euro sono proprio quelli che la imbavagliano e la impediscono.

Noi riteniamo che lo si possa fare anche con una cifra modesta di partenza. Per farlo occorre una struttura organizzativa essenziale. Anche questa costa. Per avviare questa macchina di raccolta è indispensabile sapere in anticipo quanti siamo, quante persone e gruppi sono disponibili.

Non chiediamo, per ora, denaro.

Chiediamo, a tutti coloro che sono disposti a versare almeno 100 euro a fondo perduto, di comunicarci il loro impegno, con una semplice e-mail, accompagnata dai dati essenziali: nome e cognome, e-mail, luogo di residenza ed eventuale recapito telefonico. Si può aderire scrivendo all'indirizzo: organizzazionemegachip@gmail.com

I dati raccolti resteranno riservati. Verranno resi noti, nel corso dei tre mesi necessari per questa "campagna di impegno", soltanto i totali, per aree geografiche, con cadenza settimanale.

Al termine dei tre mesi valuteremo se esistano le condizioni di partenza e, in caso affermativo, avvieremo la raccolta del denaro. E useremo questi mesi per definire tutti gli aspetti amministrativi, legali, organizzativi necessari.

Il sito di riferimento per la "campagna di impegno" sarà www.megachip.info che riporterà in maniera centralizzata le informazioni essenziali. Ma coinvolgeremo una serie di siti amici, di blog, di emittenti radiofoniche e mezzi di comunicazione che vorranno appoggiare e diffondere il messaggio della raccolta.

Le tappe

Stiamo definendo una redazione giornalistica che lavorerà a tempo pieno, e i cui componenti avranno un contratto di collaborazione regolare per l’intera durata iniziale del progetto: 18 mesi.

La redazione avrà un direttore, nominato da questo collettivo e da un ampio gruppo di sostenitori, con analoga, elevata professionalità. E che non avrà altri vincoli che quelli di una corretta deontologia professionale e quelli dettati da un semplice documento d'intenti comprendente questi punti:

1) Difesa della Costituzione e della legalità democratica.

2) No a ogni guerra.

3) Difesa dei diritti sociali e civili dei cittadini.

4) Difesa dell'ambiente e del territorio.

5) Difesa della laicità dello stato.

Prevediamo di definire, in base a una ampia consultazione, un comitato di garanti, super partes, scelti tra le personalità democratiche che godono della fiducia generale per le loro qualità professionali, culturali, scientifiche, di azione sociale. Il loro compito sarà di verificare che queste impostazioni ideali siano rispettate. A tal proposito vi chiediamo sin d’ora di esprimere il nome di una persona che, secondo voi, possa assicurare l’applicazione dei principi di cui sopra.

L’indipendenza degli operatori sarà totalmente garantita. Ogni fase della costruzione del progetto sarà resa pubblica nel più totale rispetto della trasparenza, attraverso strumenti di verifica diretta dei suoi finanziatori. In primo luogo attraverso la Rete, ma anche con una articolazione di comitati e di assemblee nei territori.

Primi firmatari

Giulietto Chiesa, don Aldo Benevelli, Anna Maria Bianchi, Caparezza, Sergio Cararo, Franco Cardini, Paolo Ciofi, Tana de Zulueta, Arturo Di Corinto, Laura Di Lucia Coletti, Claudio Fracassi, Luciano Gallino, don Andrea Gallo, Udo Gumpel, Sabina Guzzanti, Serge Latouche, Lucio Manisco, Gianni Minà, Roberto Morrione, Diego Novelli, Moni Ovadia, Riccardo Petrella, Carlo Petrini, Lidia Ravera, Ennio Remondino, David Riondino, Roberto Savio, Antonio Tabucchi, Gianni Vattimo, Vauro, Elio Veltri, Dario Vergassola, Alex Zanotelli

giovedì 13 marzo 2008

Sabato 15 marzo ore 17.30 Incontro Sala San Leonardo - Venezia

Presentazione del Programma

I NOSTRI CANDIDATI
Per la CAMERA (Veneto2):
Gino SPERANDIO
Per il SENATO:
Elio BONFANTI
Anna DONATI

Saranno presenti inoltre i nostri candidati della provincia di Venezia alla Camera:
BERALDO Adriano
BORTOLATO Andrea
BUCCA Maurizio
CASANOVA BORCA Federica
DASCANIO Valentina
FIOLO Giorgio
LIVIERO RACCANELLO Marco
LONGO Giuliana
MIRCO Andrea
PONTICELLI Emanuela
ROSSI Roberto
TOFFOLO Mara

al Senato:
ALBANELLO Marcello
DAMIN Beatrice
LORENZON Mauro
VARISCO Giorgio
ZOPPELLARI Anna Maria
TRANFAGLIA Nicola


E poi spritz, vino, bibite e cicchetti per tutti.... e un pizzico di musica!

martedì 11 marzo 2008

Il voto utile per la Sinistra Arcobaleno

Se sei tra quelli che vorrebbero votare la Sinistra arcobaleno ma pensano di sacrificarsi con un voto “utile” al Partito Democratico, allora è importante che tu legga questo articolo. Con questa legge elettorale non esiste “voto utile” che possa tenere Berlusconi lontano dal Governo della Repubblica Italiana. Non solo: per come è fatto il “Porcellum”, votare la Sinistra Arcobaleno in alcune regioni sottrae senatori al Popolo delle Libertà.
I possibili esiti delle elezioni di aprile sono due: il Popolo delle Libertà vincerà in entrambe le camere, oppure ci sarà un pareggio perché al Senato mancherà una chiara maggioranza. Come insegna l’esperienza di Prodi, per governare non basta il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati.
Riflettiamo un attimo sulla prima ipotesi. Il PD ha voluto “correre da solo” ed è partito con un abisso di voti che lo dividevano da Berlusconi. In queste settimane ha recuperato, ma i sondaggi sembrano confermare un distacco ancora molto ampio che difficilmente potrà essere colmato. Allora, visto che chi vince si prende il premio di maggioranza del 55 % e gli altri si spartiscono il resto, perché tapparsi il naso e dare i propri voti al Partito Democratico? Il PD si rafforzerebbe a scapito della Sinistra Arcobaleno e ciò sarebbe una beffa per chi ha fatto un “sacrificio” per cercare di salvare l’Italia da Berlusconi.
Passiamo all’altro esito possibile: il pareggio. Sul Sole 24 Ore del 26/02/2008 e del 02/03/2008 il professore Roberto D’Alimonte ha pubblicato due articoli nei quali spiega che, cifre alla mano, c’è una significativa probabilità che venga fuori un “Senato zoppo”. Scrive: “ In sintesi, la presenza di diverse liste fuori dai due poli principali, Pd-Idv e Pdl-Lega, cambia la natura della competizione mettendo ancor più a rischio il conseguimento di una vera maggioranza al Senato ”. Questo accade perché “ il risultato finale non dipende solo da quante regioni si vincono ma anche da come si perde nelle regioni in cui vincono gli altri ”. Berlusconi e Veltroni lo sanno e per questo un giorno si e uno no parlano di possibili larghe intese o grandi coalizioni dopo il voto. Ciò accadrebbe anche se il PD non riuscisse a guadagnare altri voti dagli indecisi e dipende dal fatto che il Pdl non ha più con sé il centro (UDC e Rosa Bianca).
D’Alimonte aggiunge che “ il vero rischio per il Cavaliere viene paradossalmente dalla Sinistra Arcobaleno ”, perché dove vincerà il PD il Popolo delle Libertà dovrà spartirsi il rimanente 45% dei seggi con la Sinistra e le altre forze che supereranno lo sbarramento. Quindi è anche importante che la Sinistra Arcobaleno superi la soglia dell’ 8% al Senato!
Ho sentito molti che sono indecisi tra ascoltare il cuore , e votare a sinistra, o la testa , votando il PD per fermare Berlusconi. Alcuni hanno cercato di convincere queste persone con altri argomenti, in questo articolo ci provo con freddi ragionamenti di meccanica elettorale. Ritengo però che quest’altre argomentazioni a favore del voto a sinistra siano altrettanto valide, come l’importanza della sopravvivenza della sinistra e la possibilità che un Arcobaleno forte possa influenzare le posizioni del PD (come sta avvenendo in Germania) o frenare eventuali “inciuci”. Se si mettono insieme tutti questi vari argomenti, non rimane alcun motivo per un “voto utile” al Partito Democratico: si può votare Sinistra Arcobaleno anche ascoltando la testa.


di Claudio Baccianti - Megachip

lunedì 10 marzo 2008

Evviva i clandestini in Italia dove fratellanza è morta

Ieri si è saputo che una signora moldava, Victoria, di 28 anni, immigrata clandestinamente in Italia, che lavorava come badante nella casa di due anziani italiani a Venezia (percependo uno stipendio di 700 euro al mese), è riuscita a salvare una dei sue due datori di lavoro, la signora Angela Viviani, 88 anni, che era rimasta stordita nel sonno da una fuga di monossido di carbonio. Il marito Umberto, di un anno più vecchio, non ce l'ha fatta. La signora Angela ora è in ospedale, sta meglio. E' in ospedale anche Victoria, intossicata. Però lei è piantonata. Perché la polizia, che è intervenuta dopo l'incidente, chiamata proprio da Victoria, si è accorta che la giovane moldava è clandestina e dunque va punita, tenuta agli arresti, processata e poi espulsa.
Nel vangelo dei cristiani c'è scritto che Victoria è nostra sorella. Nel nostro gergo di gente di sinistra si usa la parola compagna. Per la legge italiana invece Victoria è semplicemente clandestina e quindi autrice di reato. Se ne frega, la legge italiana, di tanti particolari, tra i quali il coraggio di Victoria che ha salvato Angela.
Ieri mattina ho visto sui muri di Roma un manifesto di Forza Italia, o forse del partito delle libertà - insomma, dei berlusconiani - che baldanzoso proclamava: «Con noi non avrai più un clandestino alla porta di casa». Se Angela non avesse avuto la clandestina oltre la porta di casa, ora sarebbe al cimitero.
Il cinismo feroce, la codardia di quelli che fanno la campagna elettorale promettendoci la sferza contro i nostri fratelli o compagni stranieri che non hanno un permesso di soggiorno, ci da la misura di quanto già sia stata secca, devastante, la svolta reazionaria nel senso comune italiano. Dicendo una oscenità come quella che è scritta nel manifesto del Pdl, loro pensano di prendere voti. E hanno ragione. Tanto che il Pd, con qualche eleganza in più, li insegue.
Il Pd però dice (e anche talvolta il Pdl, e spesso la Lega, e persino qualche persona di sinistra): «Noi non abbiamo nulla contro gli stranieri autorizzati, che lavorano e spingono la carretta. Ma la caccia al clandestino è giusta...».
Dimentichiamoci un momento i toni da Ku Klux Klan di queste campagne. Pensiamo solo al ragionamento che sta dietro la rivendicazione «regolare sì-clandestino no». Qual è il ragionamento? E' questo: se vengono qui a lavorare per noi, e lo fanno bene, e a buon prezzo, accettando di svolgere i servizi che gli italiani disdegnano, bene, accogliamoli. Perché? Ci servono. «Servono» non solo nel senso che sono utili, ma che sono servi. Altrimenti è giusto cacciarli. Il migrante è buono solo se «serve». Non esiste di per sé, esiste in funzione nostra.
Nessuno è sfiorato dall'idea che l'immigrazione non può essere solo un fenomeno di utile «asservimento», o un problema di convenienza; ma che è il drammatico risultato della fuga di massa di popolazioni grandissime, e poverissime, che il distorto sviluppo del pianeta - e la «rapina» di ricchezze, imposta, con le armi, dall'occidente - ha ridotto alla fame nera, alla disperazione. A nessuno viene in mente che la civiltà cresce solo se riesce ad accettare il concetto di collettività, e poi di genere umano, e che i principi sacri della rivoluzione francese ancora non sono stati superati da nessuna delle teorie politiche moderne (di Berlusconi, o di Veltroni, o di Bossi o di Sarkozy... ). E i principi sono quelli: libertà, uguaglianza, fratellanza (o fraternità, o sorellanza, come dicono le femministe). Voi conoscete dei partiti politici, degli «enti», degli opinionisti, oggi, che considerino come fondante della civiltà il termine fratellanza? Al momento, a insegnarcelo, è venuta Victoria. Non c'è da stupirsi se l'hanno incarcerata.

di Pietro Sansonetti - Liberazione del 9 marzo 2008

Foto seminario Lubiana

venerdì 7 marzo 2008

Balkans: cooperation and current developments

Seminario di studio a Ljubljana – Slovenia organizzato dal gruppo del parlamento europeo GUE/NGL 4-6 marzo 2008

Si è tenuto a Ljubljana, Slovenia, dal 4 al 6 marzo un seminario di studio organizzato dal gruppo Parlamentale GUE/NGL Group – Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica – sulla situazione economica, sociale e politica nei Balcani.
Durante il seminario si è discusso di: situazione del Kosovo, in seguito alla dichiarazione di indipendenza unilaterale avvenuta nelle ultime settimane; questioni relative al lavoro, ai diritti dei lavoratori, al ruolo dei sindacati; diritti di cittadinanza con un interessante approfondimento della situazione dei cosiddetti “cancellati” della Slovenia; forze di sinistra nei Balcani.
La questione dei cancellati della Slovenia è stato il momento del dibattito forse più coinvolgente, vi hanno infatti partecipato non solo rappresentanti del gruppo GUE/NGL ma anche rappresentati delle ong che lavorano sul campo per il riconoscimento dei diritti di cittadinanza di queste persone che vivono come “fantasmi” nel loro stesso paese: sono circa 8.000 persone che, prima della frammentazione della Jugoslavia avevano la cittadinanza e il passaporto jugoslavi e la «residenza permanente» in Slovenia, ma, dopo la proclamazione dell’indipendenza slovena, non ne hanno ottenuto la cittadinanza. Questo a seguito di motivi più svariati: perché non erano a conoscenza di avere questo doppio status, perché non sapevano che la richiesta per ottenere la cittadinanza slovena doveva essere fatta entro una precisa data ed assolutamente non oltre o anche semplicemente perché non erano a conoscenza di queste procedure burocratiche. In più la condizione di “apolidi” è ereditaria, i figli dei cancellati sono a loro volta cancellati e ciò significa che numericamente questo status di non diritto cresce con gli anni invece che diminuire. Già in passato il Parlamento Europeo ha fatto molte pressioni per la risoluzione della questione cancellati ed il gruppo GUE/NGL ha ribadito la propria volontà a continuare a fare pressione politica nonostante la decisione della Commissione Europea di considerarla una questione interna della Slovenia e quindi di sua totale competenza nella gestione e nella risoluzione.

Al dibattito relativo alla forze di sinistra nei Balcani ha partecipato anche una delegazione del Forum della Sinistra Europea Alpe Adria, con i compagni Elio Bonfanti (Italia), Vladimiri Kapuralin (Croazia), Mirko Messner (Austria), i quali hanno chiarito che la dimensione europea è quella di base da cui partire per una politica di più ampio respiro in cui tutte le diverse anime presenti hanno la possibilità concreta di trovare una linea di lavoro comune pur mantenendo le proprie specificità territoriali.

Il seminario ha anche offerto l’occasione alla delegazione del Forum Sinistra Europea Alpe Adria, oltre i nomi già citati erano presenti una delegazione di Venezia ed una di Trieste, di organizzare i prossimi passi come Forum: il 21 aprile si terrà a Trieste un coordinamento operativo del Forum; il 25 maggio a Vienna si terrà un convegno su questioni relative a sanità e welfare e, nella prima metà di giugno, un convegno sulle minoranze e diritti di cittadinanza a Cividale del Friuli.

Inoltre il 5 aprile ci sarà una manifestazione europea a Ljubljana sul lavoro ed i diritti dei lavoratori.

Per informazioni ed approfondimenti:
http://www.guengl.eu/
http://www.sinistraeuropea-alpeadria.eu/

lunedì 3 marzo 2008

Programma della Sinistra Arcobaleno

1. Dignità e diritti nel lavoro: la sicurezza
Ogni giorno in Italia muoiono in media 4 persone mentre lavorano. Grazie a una legge voluta dal Governo Berlusconi si può lavorare anche 13 o 14 ore al giorno e spesso per lavorare occorre rinunciare ai propri diritti. Siamo arrivati al paradosso che il lavoro è pagato a prezzi orientali e le merci così prodotte vengono vendute a prezzi occidentali.La Sinistra l’Arcobaleno propone: una legge che fissi la durata massima del lavoro giornaliero in 8 ore e in 2 ore la durata massima degli straordinari; l’immediata approvazione dei decreti attuativi del Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro e quindi più controlli e più certezza e severità delle pene per le imprese che trasgrediscono le norme.

2. Dignità e diritti nel lavoro: lotta alla precarietà
I lavoratori e le lavoratrici precarie nel nostro Paese sono oltre 4 milioni. È precarietà di vita, non solo di lavoro. La Sinistra l’Arcobaleno propone di superare la legge 30 e di affermare il contratto a tempo pieno e indeterminato come forma ordinaria del rapporto di lavoro; di rafforzare la tutela dell’articolo 18 contro i licenziamenti ingiustificati; di cancellare dall’ordinamento le forme di lavoro co.co.co, co.co.pro e le false partite IVA.

3. Dignità e diritti nel lavoro: salari, fisco e redistribuzione del reddito
Nel 2003 ai lavoratori toccava il 48,9% del reddito prodotto nel Paese, nel 1972 era il 59,2%. Oggi la quota dei redditi da lavoro dipendente è ulteriormente diminuita. Secondo i dati della Banca d’Italia, dal 2000 al 2006 prezzi e tariffe sono notevolmente aumentati e i salari sono rimasti invariati. La Sinistra l’Arcobaleno vuole fissare per legge il salario orario minimo per garantire una retribuzione mensile netta di almeno 1000 euro; propone un meccanismo di recupero automatico annuale dell’inflazione reale; propone di elevare le detrazioni fiscali per i lavoratori dipendenti. La Sinistra l’Arcobaleno vuole introdurre, come avviene in tutta Europa, un reddito sociale per i giovani in cerca di occupazione e per i disoccupati di lungo periodo, costituito da erogazioni monetarie e da un pacchetto di beni e servizi. La Sinistra l’Arcobaleno propone di diminuire il prelievo fiscale per i redditi più bassi portandoli dal 23 al 20%, contemporaneamente di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie al 20%, di redistribuire il reddito ai lavoratori e alle lavoratrici attuando immediatamente quanto previsto dalla Finanziaria di quest’anno, che destina loro tutto l’extragettito maturato.

4. Laicità: lo spazio di libertà per tutti
Nei Paesi europei più avanzati, e non solo in Europa, i fondamentali diritti della persona sono tutelati e garantiti da una legislazione che ne salvaguarda la sfera personale, nel rispetto della libertà di scelta di ciascuna e di ciascuno. Da noi non è così. La Sinistra l’Arcobaleno afferma l’uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali e propone il riconoscimento pubblico delle unioni civili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che ognuna e ognuno abbia il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita e propone una legge sul testamento biologico.

5. Libertà e autodeterminazione femminile
Nemmeno negli anni ’70 l’attacco alla libertà delle donne è stato tanto feroce; addirittura c’è chi propone una moratoria contro l’aborto chiamando “assassine” le donne. La Sinistra l’Arcobaleno propone interventi affinché la legge 194 sia applicata estendendo in tutto il Paese la rete dei consultori e introducendo in via definitiva la pillola RU 486 come tecnica non chirurgica di intervento che può essere scelta dalle donne; una nuova legge sulla fecondazione assistita per eliminare gli ingiusti divieti della legge 40, lesivi della libertà di scelta delle donne e del diritto costituzionale alla tutela della salute; una norma che persegua tutte le forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

6. La pace, il disarmo
L’Italia è al 32° posto per la ricerca scientifica e al 7° posto nella classifica mondiale delle spese in armamenti. Con i soldi spesi per comprare un solo caccia Euro Fighter si potrebbero costruire 100 asili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che vada pienamente attuato l’art. 11 della Costituzione. L’Italia non deve più partecipare a missioni al di fuori del comando politico e militare delle Nazioni Unite. Vanno tagliate le spese per gli armamenti ed avviata la riconversione dell’industria bellica applicando la legge 185. Vogliamo una legge per la messa al bando delle armi nucleari dal nostro Paese. Siamo contrari alla costruzione della nuova base militare a Vicenza ed è necessaria una Conferenza nazionale sulle servitù militari per rimettere in discussione tutte le basi della guerra preventiva presenti sul nostro territorio. Serve una nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo.

7. Proteggere il pianeta: un Patto per il clima
Contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici è fondamentale per garantire una speranza di futuro all’umanità: senza adeguate misure ci saranno rischi certi per la salute e l’ambiente. La Sinistra l’Arcobaleno rifiuta il nucleare e propone che entro il 2020 si superi il 20% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e che le emissioni siano ridotte del 20%; un grande investimento pubblico in pannelli solari su tutti i tetti delle case e degli edifici pubblici. L’acqua è un bene comune e come tale deve essere pubblico. La Sinistra l’Arcobaleno propone la ripubblicizzazione dei servizi idrici, una legge quadro sul governo del suolo e l’inasprimento delle pene contro i reati ambientali e le ecomafie.

8. Le “Grandi Opere” di cui il Paese ha bisogno
Sono necessari grandi investimenti per una diversa qualità dello sviluppo e una buona occupazione. Queste sono le nostre “Grandi Opere”: messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e da quello idrogeologico; investimenti per migliorare i servizi di trasporto per i pendolari e la mobilità nelle città con nuove metropolitane, linee tramviarie e mezzi a energia pulita. Nei prossimi 5 anni 1000 treni per i pendolari. Vanno abbandonati progetti inutili e dannosi come il Ponte sullo Stretto, il Mose a Venezia, la TAV in Val di Susa, a favore di interventi su nodi ferroviari urbani, infrastrutture ferroviarie nel Mezzogiorno e potenziamento dei valichi alpini. Investimenti sul trasporto merci su rotaia e sulle autostrade del mare. Riduzione della produzione dei rifiuti, forti investimenti nella raccolta differenziata, misure concrete per il riciclaggio, impiego delle tecnologie più moderne ed avanzate.

9. Il diritto alla salute e le politiche sociali, indice di civiltà
L’Italia destina alla spesa sociale solo il 2,7% del PIL. In Germania, ad esempio, alla spesa sociale viene destinato l’8,3%. Il fallimento e la crisi dei sistemi che hanno introdotto il mercato nella sanità sono la dimostrazione ulteriore che solo il sistema sanitario pubblico e universalistico può dare risposte al bisogno di salute. La Sinistra l’Arcobaleno propone di adeguare il fondo sanitario nazionale al livello europeo, superare definitivamente i Ticket e le liste di attesa, inserire le cure odontoiatriche nei livelli essenziali del sistema sanitario. La Sinistra l’Arcobaleno propone una legge sulla non autosufficienza finanziando un fondo nazionale per almeno 1,5 miliardi di euro, l’aumento del fondo nazionale per le politiche sociali e l’indicazione di livelli essenziali delle prestazioni per eliminare la divaricazione fra regioni ricche e povere. La Sinistra l’Arcobaleno lancia un piano di asili come cardine della rete dei servizi per le bambine e i bambini.

10. La casa è un diritto, non una merce
Dopo un ventennio di politiche di privatizzazione e deregolamentazione del mercato delle locazioni, il costo degli affitti raggiunge oggi il 50% del reddito e anche più e gli sfratti di chi non ce la fa a pagare i canoni sono diventati il 70% del totale. L’Italia spende per la politica sociale della casa un decimo dell’Europa. La Sinistra l’Arcobaleno afferma che non ci possano essere sfratti se non da casa a casa, propone un piano nazionale per l’edilizia sociale a cui destinare 1,5 miliardi di euro, che porti l’Italia al livello europeo, modificare la legge 431/98, abolendo il canale libero. Vogliamo costituire un fondo a sostegno della ricontrattazione dei mutui di chi ha acquistato la prima casa e rischia di perdere l’alloggio ed eliminare l’ICI sulla prima casa non di lusso per i redditi medio-bassi.

11. Convivenza, inclusione, cittadinanza
Gli immigrati in Italia sono quasi 4 milioni, incidono per il 6,1% sul PIL, pagano quasi 1,87 miliardi di euro di tasse. Sono lavoratrici e lavoratori indispensabili per la nostra società, ma sono esclusi dall’accesso a molti diritti. La normativa attuale impedisce l’ingresso legale nel nostro Paese, creando clandestinità e sottoponendo donne e uomini migranti ad una condizione di sfruttamento e precarietà estrema. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene indispensabile l’abolizione della legge Bossi-Fini, e l’approvazione di una nuova normativa che introduca l’ingresso per ricerca di lavoro, meccanismi di regolarizzazione permanente, il diritto di voto alle elezioni amministrative, la chiusura dei CPT, una legge sulla cittadinanza sulla base del principio dello jus soli.

12. Istruzione, formazione, università e ricerca: le vere risorse per il futuro
Gli iscritti e le iscritte alla scuola italiana di ogni ordine e grado sono 7.742.294, le risorse destinate all’istruzione e la formazione sono pari al 3,5% del PIL e non aumentano da molti anni. Nel nostro Paese gli investimenti in università e ricerca rappresentano l’1,1% del PIL contro l’1,87% dell’Europa a 25, il 2,7% degli USA, il 3,15% del Giappone. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene la laicità della scuola pubblica fondamentale a partire dal rispetto rigoroso del principio che le scuole private sono libere, ma senza oneri a carico dello Stato. La Sinistra l’Arcobaleno propone la generalizzazione della scuola dell’infanzia, l’estensione del tempo pieno e prolungato, l’innalzamento dell’obbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente a 18 anni; la valorizzazione del ruolo dell’insegnante come intellettuale educatore. La Sinistra l’Arcobaleno propone di aumentare l’investimento pubblico in alta formazione e ricerca, nel corso della prossima legislatura, per raggiungere la media dei paesi OCSE; di rinnovare il sistema università e ricerca, anche con il reclutamento di 3000 giovani ricercatori l’anno per i prossimi 5 anni; di estendere il diritto allo studio elevando a 20.000 euro il limite di reddito per aver diritto alla borsa di studio.

13. Tagliare i privilegi, difendere la democrazia
La questione dei costi della politica non può essere separata dalla condizione generale del Paese: crescono le diseguaglianze e crescono i privilegi. E crescono anche gli intrecci tra affari e politica a partire dalle regioni meridionali ma non solo. La Sinistra l’Arcobaleno propone la riduzione del numero di parlamentari e di consiglieri regionali. La retribuzione dei parlamentari italiani non deve essere superiore alla retribuzione media dei parlamentari degli altri Paesi europei. È necessaria una legge che sottragga ai partiti le nomine, nella Sanità come negli altri settori pubblici, che stabilisca criteri che le Amministrazioni devono rispettare per garantire l’interesse pubblico e i principi del merito.

14. Una informazione libera, pluralista, democratica
L’Italia in questi anni è stata messa più volte sotto accusa dall’Unione Europea per carenza di pluralismo nell’informazione. Secondo l’ultimo rapporto USA sulla libertà di stampa, il nostro Paese occupa il 61° posto. La Sinistra l’Arcobaleno propone l’abrogazione della “Legge Gasparri” e l’approvazione di una vera legge di sistema che imponga tetti antitrust e impedisca posizioni dominanti nelle comunicazioni e nell’industria culturale. È assolutamente indispensabile approvare una vera legge sul conflitto di interessi.