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mercoledì 9 aprile 2008

Comunicato stampa

La notte tra il 7 e l'8 aprile dei ladri sono entrati nella sede di Punto Rosso a Milano. La sede in questione è anche sede di Socialismo XXI, forum della Sinistra Europea a cui aderiamo anche noi della Sinistra Europea Venezia. Un caloroso saluto ai compagni di milano.
Riportiamo il comunicato stampa.

Comunicato stampa Associazione Culturale Punto Rosso e Vittorio Agnoletto Milano, 8 aprile 2008. Nella notte tra lunedì 7 aprile e martedì 8 aprile, ignoti hanno scassinato una porta di ferro con danni alla muratura e hanno fatto irruzione negli spazi dell'Associazione Culturale Punto Rosso, la cui sede ha alcune vetrine che danno su via Guglielmo Pepe e su via Carmagnola, a Milano. Hanno rubato tre computer, rispettivamente appartenenti a Giorgio Riolo, presidente dell'associazione, alla segreteria del Punto Rosso e allo staff di Vittorio Agnoletto, eurodeputato. Tutti computer con dati sensibili e documenti di vario tipo. Hanno scaraventato a terra raccoglitori con documentazione, fogli etc, hanno messo sottosopra l'intera sede. Sicuramente hanno potuto contare su informazioni in loco, nel caseggiato. Ma il tutto avviene in una fase politica e in un momento particolari. E' un atto politico grave nei confronti di un'associazione che opera a Milano e in Italia come spazio politico e culturale della sinistra, operando nel movimento altermondialista. L'Associazione Culturale Punto Rosso è tra i promotori de La Sinistra L'Arcobaleno. Già nel dicembre 2006 l'associazione milanese ha subito un altro furto, nel corso del quale furono rubati i computer dello staff di Agnoletto, altri pc e materiale. Stamattina è stata sporta denuncia presso le autorità competenti.

martedì 29 gennaio 2008

Movimento politico: La Sinistra e L'Arcobaleno

La caduta del governo Prodi chiude la fase politica aperta dalle elezioni del 2006 e apre alla possibilità di un'uscita a destra del quindicennio di incertezze e di instabilità che hanno segnato la vita della Repubblica. Siamo, del resto, in un’epoca caratterizzata dalla guerra permanente e dal pericolo di conflitti più generali, da un mutamento di fondo nei rapporti nel capitalismo mondiale, dal rischio sempre incombente di un conflitto di civiltà. La globalizzazione e l’affermarsi delle concezioni neoliberiste ha comportato un peggioramento della condizione di chi lavora, aumentato la precarietà, e ci mette di fronte a una crisi ambientale senza precedenti. Nel nostro paese la fine dell’Unione, e con essa di tutte le esperienze di centrosinistra così come le abbiamo conosciute in questo quindicennio, coincide con la più grave crisi democratica che il paese abbia conosciuto dalla nascita della Repubblica – più che nella stessa stagione di “mani pulite” -, con un pesante scollamento tra politica democratica e cittadini, che costituisce il principale terreno di coltura dell’offensiva della destraE’ l’ora che nuovi soggetti politici si presentino sulla scena e afferrino nelle loro mani le sorti della democrazia del nostro paese. La sinistra non può mancare a questo appuntamento e non assolvere, attraverso la costruzione della sua unità e del suo rinnovamento, a un dovere verso gli uomini e le donne che guardano ad essa con fiducia e speranza.Perciò noi, esponenti di associazioni, laboratori territoriali, movimenti, comitati e network - che nel corso dell’incontro autoconvocato dell’otto dicembre, all’interno dell’Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, abbiamo dato vita a una rete aperta e democratica - decidiamo di trasformarci in Movimento politico per la Sinistra, l'Arcobaleno.La crisi politica e istituzionale di queste settimane impone anche a noi di rompere gli indugi e di contribuire a promuovere una decisa iniziativa politica tesa a realizzare subito, con coraggio e generosità, quel “processo popolare, democratico e partecipato, aperto alle adesioni collettive e singole” per costituire “una forza grande e autonoma, capace di competere per l’egemonia”, come recita la Carta d’intenti della Sinistra l'Arcobaleno approvata da tutti i partiti della sinistra il 9 dicembre e che tutti dovrebbero concorrere a mettere in atto.Dall’Assemblea di dicembre ad oggi le vicende del lavoro - dalla strage alla ThyssenKrupp di Torino al contratto dei meccanici -, quella dei rifiuti, quella della visita del Papa alla Sapienza, la campagna sulla moratoria sull'aborto, i ritardi nel varo di normative contro la violenza sulle donne e per le unioni civili, la recrudescenza nell’opinione pubblica di tendenze xenofobe e securitarie hanno reso evidente quanto esplicita e determinata sia l’offensiva della destra. E il perdurare delle divisioni a sinistra ne rendono incerta e debole la risposta.Oggi e non domani c’è bisogno di una nuova sinistra unita. E invece, nonostante gli impegni assunti nell’assemblea dell’8 e 9 dicembre, la voce della sinistra non è stata unitaria, né in Parlamento né nel Paese, e su alcuni temi - come quello della legge elettorale - dalle divisioni sembrano emergere reticenze sull’effettivo impegno nella costruzione di “un nuovo soggetto della sinistra e degli ecologisti, unitario, plurale, federativo”.Il distacco dalla politica e dalle istituzioni e la crisi sociale rischiano di saldarsi tra loro aprendo una prospettiva carica di incognite. C’è un’emergenza democratica, a cui si può rispondere solo cominciando da noi, dalla profonda trasformazione del nostro agire politico: muovendo dal lavoro, dalle esperienze delle comunità solidali, dalle forme di autorganizzazione democratica presenti nel territorio e nella società.Abbiamo perciò deciso di mettere in pratica l’appello finale, rivoltoci dai partiti, a essere protagonisti del processo unitario, a diventarne parte attiva.Il Movimento – a cui daremo vita in un’assemblea nazionale domenica 10 febbraio dalle 10 alle 17 al cinema Farnese di Roma -, facendo della diversità delle esperienze e delle culture che lo compongono una ragione di forza, intende proporre:
1. una carta delle regole della sinistra, perché essa sia la prima costruzione collettiva autenticamente democratica, partecipativa, fondata sui generi;
2. la realizzazione di case della sinistra e laboratori sociali che costituiscano l’articolazione popolare e federale del nuovo soggetto;
3. una campagna di preadesioni da iniziarsi fin da subito di tutti gli interessati al nuovo soggetto politico “la Sinistra, l'Arcobaleno”;
4. di organizzare ai primi di marzo iniziative pubbliche da tenersi in tutte le città di Italia per dare dimensione di massa alla campagna di preadesione, e promuovere un referendum autogestito sui principali punti programmatici, la carta delle regole e la dichiarazione d'intenti del nuovo soggetto unitario “la Sinistra, l'Arcobaleno”. Siamo intenzionati a portare uno stimolo positivo alle forze politiche, perché non perdano tempo, e con noi e con tutte le altre e gli atri che vorranno, partecipino a questo processo comune.

Movimento politico per la Sinistra, l'Arcobaleno

lunedì 10 dicembre 2007

Carta degli intenti della Sinistra Arcobaleno


Documento finale dell'Assemblea degli "stati generali" della sinistra e degli ecologisti, 9 dicembre 2007

Noi, uomini e donne che abbiamo partecipato all’Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, siamo impegnati nella fondazione del nuovo soggetto della sinistra: una sinistra unita, plurale, federata. L’Italia moderna, nata dalla Costituzione repubblicana, democratica ed antifascista, ha bisogno di una sinistra politica. Il mondo chiama a culture critiche rinnovate, che conservano la memoria del passato e tengono lo sguardo rivolto al futuro. Questi sono i nostri principi: uguaglianza, giustizia, libertà; pace, dialogo di civiltà; valore del lavoro, dell’ambiente, del sapere; laicità dello Stato; critica dei modelli patriarcali e maschilisti. La sinistra/l’arcobaleno oggi nasce. Crescerà attraverso un processo popolare, democratico e partecipato, aperto alle adesioni collettive e singole, per radicarsi nella storia del Paese. L’ambizione è quella di costituire non una forza minoritaria, ma un soggetto grande e forte, capace di competere per l’egemonia, influente nella vita della società e dello Stato, che pesi nel campo politico del centrosinistra. Un soggetto capace di contrastare le derive populiste e plebiscitarie, figlie di una politica debole e della separazione tra potere e cittadini. Un protagonista in Italia, collegato ai movimenti, ai gruppi e ai partiti più importanti della sinistra e dell’ambientalismo in Europa. La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo è del lavoro e dell’ambiente. La globalizzazione liberista si è retta su una doppia svalorizzazione: del lavoro umano e delle risorse naturali. La riduzione a merce provoca la doppia rottura degli equilibri sociali e degli equilibri ambientali. Intollerabile crescita delle diseguaglianze e insostenibili cambiamenti climatici hanno una comune origine e portano alla stessa risposta: un altro mondo è possibile. Mettere in valore l’ambiente e il lavoro (in tutte le sue forme, da quelle oggi più ripetitive alle più creative) è il cuore di un pensiero nuovo, che non rinuncia a coltivare in questo mondo la speranza umana. In Occidente, ciò comporta innanzitutto alzare la qualità del lavoro, combattere il precariato, contrastare le discriminazione verso le donne. Comporta la difesa e il rinnovamento dello Stato sociale, e la progettazione di una riforma più grande di quella che portò allo Stato sociale: una società non consumista, un’economia non dissipativa, una tecnologia più evoluta. Un nuovo inventario dei beni comuni dell’umanità: acqua, cibo, salute, conoscenza. La conoscenza deve crescere ed essere distribuita: impossibile, senza la libertà della cultura, dell’informazione, della scienza e della ricerca, e senza la lotta conseguente contro le regressioni tribali, etniche, nazionaliste, fondamentaliste. Il dialogo tra culture e civiltà diverse, aperto a nuove scritture universalistiche dei diritti sociali e dei principi di libertà, è tanto più essenziale nell’epoca delle grandi migrazioni, del web e della comunicazione globale. La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo è della pace. Lo spirito della guerra minaccia l’umanità. Ecco di nuovo la corsa al riarmo: cresce vertiginosamente la spesa per armamenti convenzionali, chimici, batteriologici, nucleari. Saltano le firme sui Trattati di riduzione e controllo degli armamenti. L’Europa è uno degli epicentri della corsa. Ora, è il momento di fermarla. La pace, che ha visto scendere in campo il più grande movimento di massa del dopoguerra, particolarmente in occasione della guerra irakena, è la carta vincente. La pace è possibile in un mondo multipolare. Il millennio si è aperto con l’annuncio di un “new American century”: i fatti hanno già dimostrato che il mondo non è governabile da un unico centro di comando. Anche per questo c’è bisogno di rinnovare o democratizzare le istituzioni multilaterali, e di una Europa più forte ed autonoma. La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo è delle libertà individuali e collettive. Le libertà possono crescere solo in uno Stato laico. Per questo la laicità dello Stato è un bene non negoziabile. Uno Stato laico riconosce le forme di vita e le scelte sessuali di tutti e di tutte. Si regge sul rispetto di tutti i sistemi di idee, di tutte le concezioni religiose, di tutte le visioni del mondo. Combatte l’omofobia e il maschilismo. Assume dal femminismo la critica delle strutture patriarcali e il principio della democrazia di genere. Crea le condizioni sociali e istituzionali per rendere effettivi i diritti e le scelte libere di tutti e di tutte. La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo guarda ad una nuova stagione della democrazia italiana. Pronta ad assumersi, oggi e in futuro, responsabilità di governo, od esercitare la sua funzione dall’opposizione. I temi all’ordine del giorno sembrano “autorità, governabilità, decisione”, non si vede che quelli veri sono l’autorevolezza e la legittimazione, una nuova capacità di rappresentanza politica, in un rapporto dialettico con l’autonomia della rappresentanza sociale. La sinistra/l’arcobaleno contribuirà a semplificare e rinnovare il sistema politico. Ma i sogni bipartitici appaiono velleitari, e i progetti di “ mani libere” spacciano per modernità la restaurazione dell’antico trasformismo. Se c’è declino italiano, esso dipende dal corporativismo, dal dilagare del privilegio e dell’ineguaglianza; dalla debole innovazione, dalla perdita di coesione, dalla diffusa illegalità; dalla perdita della capacità di indignarsi verso quello stato di violenza assoluta che si chiama mafia, ‘ndrangheta, camorra; dall’oblio della questione morale. Riformare la democrazia e la politica vuol dire nutrire di valori un progetto di società. La sinistra/l’arcobaleno intende far pesare fin da ora la sua forza politica e parlamentare per ricontrattare, con il Partito Democratico e gli altri alleati dell’Unione, un’agenda del governo di centrosinistra per il tempo della legislatura che resta. Consapevoli che la presenza di un centrodestra, e della sua più forte componente guidata da Berlusconi, intriso di populismo e di fermenti conservatori e reazionari, richiede unità e chiare alternative programmatiche. Noi, partecipanti all’Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, ci rivolgiamo alle forze politiche, ai gruppi organizzati, ai movimenti, al popolo della sinistra, a tutte le singole persone che vogliono partecipare attivamente alla costruzione del nuovo soggetto. In una discussione aperta e libera sulle idee, gli obiettivi, i programmi, le forme di organizzazione e di rappresentanza. Venite, diventate parte di un progetto che può cambiare profondamente la situazione italiana e influenzare la politica europea.