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giovedì 24 aprile 2008
mercoledì 16 aprile 2008
17 aprile alle ore 18.00 a Mestre (VE) in Viale San Marco 184
Il dopo elezioni ci richiede un'analisi critica e sincera di come è andato il voto e soprattutto comprendere insieme le motivazioni che sottendono a questo. La caduta è stata rovinosa, ora è indispensabile alzarsi. Crediamo fermamente che per farlo sia necessario aprire un dibattito e che non si possa aspettare. E' necessario ripartire dal basso, ricompattare la base, riavvicinare tutta quella società civile che non si ritrova nel dualismo pd-pdl imposto da una campagna elettorale che ci ha oscurati, ma che crede fermamente nei valori di uguaglianza, solidarietà, giustizia sociale, laicità, pacifismo.
In Veneto il progetto dell'Associazione per la Sinistra Arcobaleno ha raccolto moltissime adesioni attraverso il tesseramento diretto delle persone nei banchetti delle piazze. Il percorso che abbiamo iniziato, di un soggetto plurale della Sinistra costruito democraticamente nei territori dove partecipazione e pluralismo sono motori di percorsi organizzativi e decisionali nuovi, rappresenta un patrimonio che non possiamo e vogliamo sprecare. Le elezioni rappresentano sempre un passaggio, però non si può tornare indietro ma è necessario andare avanti cercando insieme di trovare una strada, su cui procedere, condivisa, che prepari, se ne saremo capaci, un rilancio.
Il 19 aprile a Firenze ci sarà una grande assemblea nazionale promossa da associazioni, singoli, reti di movimento, esponenti delle forze politiche della Sinistra l'Arcobaleno, con l'obiettivo di avviare il nuovo percorso della Sinistra.
Questo passaggio nazionale obbligato non può e non ci deve cogliere impreparati. Anche il Veneto sarà presente a questo incontro nazionale di Firenze. Tutte le persone, le associazioni, i movimenti, che vogliono partecipare sono caldamente invitate a farlo.
Il dibattito nostro interno come Veneto inizia però già da oggi e necessita la capacità, la forza, la lucidità di tutti i compagni e le compagne che vogliono esserci, che non vogliono soccombere, che credono fermamente che per cambiare le cose bisogna continuare a sporcarsi le mani, tenere duro e ributtare il cuore ancora una volta oltre l'ostacolo.
Abbiamo organizzato un incontro come Sinistra Veneta il giorno 17 aprile alle ore 18.00 a Mestre (VE) in Viale San Marco 184 – Centro Civico del quartiere. Vi chiediamo di essere presenti tutti, di allargare l'invito a tutti quelli che possono essere interessati a provarci a ripartire insieme dalla base.
In Veneto il progetto dell'Associazione per la Sinistra Arcobaleno ha raccolto moltissime adesioni attraverso il tesseramento diretto delle persone nei banchetti delle piazze. Il percorso che abbiamo iniziato, di un soggetto plurale della Sinistra costruito democraticamente nei territori dove partecipazione e pluralismo sono motori di percorsi organizzativi e decisionali nuovi, rappresenta un patrimonio che non possiamo e vogliamo sprecare. Le elezioni rappresentano sempre un passaggio, però non si può tornare indietro ma è necessario andare avanti cercando insieme di trovare una strada, su cui procedere, condivisa, che prepari, se ne saremo capaci, un rilancio.
Il 19 aprile a Firenze ci sarà una grande assemblea nazionale promossa da associazioni, singoli, reti di movimento, esponenti delle forze politiche della Sinistra l'Arcobaleno, con l'obiettivo di avviare il nuovo percorso della Sinistra.
Questo passaggio nazionale obbligato non può e non ci deve cogliere impreparati. Anche il Veneto sarà presente a questo incontro nazionale di Firenze. Tutte le persone, le associazioni, i movimenti, che vogliono partecipare sono caldamente invitate a farlo.
Il dibattito nostro interno come Veneto inizia però già da oggi e necessita la capacità, la forza, la lucidità di tutti i compagni e le compagne che vogliono esserci, che non vogliono soccombere, che credono fermamente che per cambiare le cose bisogna continuare a sporcarsi le mani, tenere duro e ributtare il cuore ancora una volta oltre l'ostacolo.
Abbiamo organizzato un incontro come Sinistra Veneta il giorno 17 aprile alle ore 18.00 a Mestre (VE) in Viale San Marco 184 – Centro Civico del quartiere. Vi chiediamo di essere presenti tutti, di allargare l'invito a tutti quelli che possono essere interessati a provarci a ripartire insieme dalla base.
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martedì 11 marzo 2008
Il voto utile per la Sinistra Arcobaleno
Se sei tra quelli che vorrebbero votare la Sinistra arcobaleno ma pensano di sacrificarsi con un voto “utile” al Partito Democratico, allora è importante che tu legga questo articolo. Con questa legge elettorale non esiste “voto utile” che possa tenere Berlusconi lontano dal Governo della Repubblica Italiana. Non solo: per come è fatto il “Porcellum”, votare la Sinistra Arcobaleno in alcune regioni sottrae senatori al Popolo delle Libertà.
I possibili esiti delle elezioni di aprile sono due: il Popolo delle Libertà vincerà in entrambe le camere, oppure ci sarà un pareggio perché al Senato mancherà una chiara maggioranza. Come insegna l’esperienza di Prodi, per governare non basta il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati.
Riflettiamo un attimo sulla prima ipotesi. Il PD ha voluto “correre da solo” ed è partito con un abisso di voti che lo dividevano da Berlusconi. In queste settimane ha recuperato, ma i sondaggi sembrano confermare un distacco ancora molto ampio che difficilmente potrà essere colmato. Allora, visto che chi vince si prende il premio di maggioranza del 55 % e gli altri si spartiscono il resto, perché tapparsi il naso e dare i propri voti al Partito Democratico? Il PD si rafforzerebbe a scapito della Sinistra Arcobaleno e ciò sarebbe una beffa per chi ha fatto un “sacrificio” per cercare di salvare l’Italia da Berlusconi.
Passiamo all’altro esito possibile: il pareggio. Sul Sole 24 Ore del 26/02/2008 e del 02/03/2008 il professore Roberto D’Alimonte ha pubblicato due articoli nei quali spiega che, cifre alla mano, c’è una significativa probabilità che venga fuori un “Senato zoppo”. Scrive: “ In sintesi, la presenza di diverse liste fuori dai due poli principali, Pd-Idv e Pdl-Lega, cambia la natura della competizione mettendo ancor più a rischio il conseguimento di una vera maggioranza al Senato ”. Questo accade perché “ il risultato finale non dipende solo da quante regioni si vincono ma anche da come si perde nelle regioni in cui vincono gli altri ”. Berlusconi e Veltroni lo sanno e per questo un giorno si e uno no parlano di possibili larghe intese o grandi coalizioni dopo il voto. Ciò accadrebbe anche se il PD non riuscisse a guadagnare altri voti dagli indecisi e dipende dal fatto che il Pdl non ha più con sé il centro (UDC e Rosa Bianca).
D’Alimonte aggiunge che “ il vero rischio per il Cavaliere viene paradossalmente dalla Sinistra Arcobaleno ”, perché dove vincerà il PD il Popolo delle Libertà dovrà spartirsi il rimanente 45% dei seggi con la Sinistra e le altre forze che supereranno lo sbarramento. Quindi è anche importante che la Sinistra Arcobaleno superi la soglia dell’ 8% al Senato!
Ho sentito molti che sono indecisi tra ascoltare il cuore , e votare a sinistra, o la testa , votando il PD per fermare Berlusconi. Alcuni hanno cercato di convincere queste persone con altri argomenti, in questo articolo ci provo con freddi ragionamenti di meccanica elettorale. Ritengo però che quest’altre argomentazioni a favore del voto a sinistra siano altrettanto valide, come l’importanza della sopravvivenza della sinistra e la possibilità che un Arcobaleno forte possa influenzare le posizioni del PD (come sta avvenendo in Germania) o frenare eventuali “inciuci”. Se si mettono insieme tutti questi vari argomenti, non rimane alcun motivo per un “voto utile” al Partito Democratico: si può votare Sinistra Arcobaleno anche ascoltando la testa.
di Claudio Baccianti - Megachip
I possibili esiti delle elezioni di aprile sono due: il Popolo delle Libertà vincerà in entrambe le camere, oppure ci sarà un pareggio perché al Senato mancherà una chiara maggioranza. Come insegna l’esperienza di Prodi, per governare non basta il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati.
Riflettiamo un attimo sulla prima ipotesi. Il PD ha voluto “correre da solo” ed è partito con un abisso di voti che lo dividevano da Berlusconi. In queste settimane ha recuperato, ma i sondaggi sembrano confermare un distacco ancora molto ampio che difficilmente potrà essere colmato. Allora, visto che chi vince si prende il premio di maggioranza del 55 % e gli altri si spartiscono il resto, perché tapparsi il naso e dare i propri voti al Partito Democratico? Il PD si rafforzerebbe a scapito della Sinistra Arcobaleno e ciò sarebbe una beffa per chi ha fatto un “sacrificio” per cercare di salvare l’Italia da Berlusconi.
Passiamo all’altro esito possibile: il pareggio. Sul Sole 24 Ore del 26/02/2008 e del 02/03/2008 il professore Roberto D’Alimonte ha pubblicato due articoli nei quali spiega che, cifre alla mano, c’è una significativa probabilità che venga fuori un “Senato zoppo”. Scrive: “ In sintesi, la presenza di diverse liste fuori dai due poli principali, Pd-Idv e Pdl-Lega, cambia la natura della competizione mettendo ancor più a rischio il conseguimento di una vera maggioranza al Senato ”. Questo accade perché “ il risultato finale non dipende solo da quante regioni si vincono ma anche da come si perde nelle regioni in cui vincono gli altri ”. Berlusconi e Veltroni lo sanno e per questo un giorno si e uno no parlano di possibili larghe intese o grandi coalizioni dopo il voto. Ciò accadrebbe anche se il PD non riuscisse a guadagnare altri voti dagli indecisi e dipende dal fatto che il Pdl non ha più con sé il centro (UDC e Rosa Bianca).
D’Alimonte aggiunge che “ il vero rischio per il Cavaliere viene paradossalmente dalla Sinistra Arcobaleno ”, perché dove vincerà il PD il Popolo delle Libertà dovrà spartirsi il rimanente 45% dei seggi con la Sinistra e le altre forze che supereranno lo sbarramento. Quindi è anche importante che la Sinistra Arcobaleno superi la soglia dell’ 8% al Senato!
Ho sentito molti che sono indecisi tra ascoltare il cuore , e votare a sinistra, o la testa , votando il PD per fermare Berlusconi. Alcuni hanno cercato di convincere queste persone con altri argomenti, in questo articolo ci provo con freddi ragionamenti di meccanica elettorale. Ritengo però che quest’altre argomentazioni a favore del voto a sinistra siano altrettanto valide, come l’importanza della sopravvivenza della sinistra e la possibilità che un Arcobaleno forte possa influenzare le posizioni del PD (come sta avvenendo in Germania) o frenare eventuali “inciuci”. Se si mettono insieme tutti questi vari argomenti, non rimane alcun motivo per un “voto utile” al Partito Democratico: si può votare Sinistra Arcobaleno anche ascoltando la testa.
di Claudio Baccianti - Megachip
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Politica Italiana
lunedì 10 marzo 2008
Evviva i clandestini in Italia dove fratellanza è morta
Ieri si è saputo che una signora moldava, Victoria, di 28 anni, immigrata clandestinamente in Italia, che lavorava come badante nella casa di due anziani italiani a Venezia (percependo uno stipendio di 700 euro al mese), è riuscita a salvare una dei sue due datori di lavoro, la signora Angela Viviani, 88 anni, che era rimasta stordita nel sonno da una fuga di monossido di carbonio. Il marito Umberto, di un anno più vecchio, non ce l'ha fatta. La signora Angela ora è in ospedale, sta meglio. E' in ospedale anche Victoria, intossicata. Però lei è piantonata. Perché la polizia, che è intervenuta dopo l'incidente, chiamata proprio da Victoria, si è accorta che la giovane moldava è clandestina e dunque va punita, tenuta agli arresti, processata e poi espulsa.
Nel vangelo dei cristiani c'è scritto che Victoria è nostra sorella. Nel nostro gergo di gente di sinistra si usa la parola compagna. Per la legge italiana invece Victoria è semplicemente clandestina e quindi autrice di reato. Se ne frega, la legge italiana, di tanti particolari, tra i quali il coraggio di Victoria che ha salvato Angela.
Ieri mattina ho visto sui muri di Roma un manifesto di Forza Italia, o forse del partito delle libertà - insomma, dei berlusconiani - che baldanzoso proclamava: «Con noi non avrai più un clandestino alla porta di casa». Se Angela non avesse avuto la clandestina oltre la porta di casa, ora sarebbe al cimitero.
Il cinismo feroce, la codardia di quelli che fanno la campagna elettorale promettendoci la sferza contro i nostri fratelli o compagni stranieri che non hanno un permesso di soggiorno, ci da la misura di quanto già sia stata secca, devastante, la svolta reazionaria nel senso comune italiano. Dicendo una oscenità come quella che è scritta nel manifesto del Pdl, loro pensano di prendere voti. E hanno ragione. Tanto che il Pd, con qualche eleganza in più, li insegue.
Il Pd però dice (e anche talvolta il Pdl, e spesso la Lega, e persino qualche persona di sinistra): «Noi non abbiamo nulla contro gli stranieri autorizzati, che lavorano e spingono la carretta. Ma la caccia al clandestino è giusta...».
Dimentichiamoci un momento i toni da Ku Klux Klan di queste campagne. Pensiamo solo al ragionamento che sta dietro la rivendicazione «regolare sì-clandestino no». Qual è il ragionamento? E' questo: se vengono qui a lavorare per noi, e lo fanno bene, e a buon prezzo, accettando di svolgere i servizi che gli italiani disdegnano, bene, accogliamoli. Perché? Ci servono. «Servono» non solo nel senso che sono utili, ma che sono servi. Altrimenti è giusto cacciarli. Il migrante è buono solo se «serve». Non esiste di per sé, esiste in funzione nostra.
Nessuno è sfiorato dall'idea che l'immigrazione non può essere solo un fenomeno di utile «asservimento», o un problema di convenienza; ma che è il drammatico risultato della fuga di massa di popolazioni grandissime, e poverissime, che il distorto sviluppo del pianeta - e la «rapina» di ricchezze, imposta, con le armi, dall'occidente - ha ridotto alla fame nera, alla disperazione. A nessuno viene in mente che la civiltà cresce solo se riesce ad accettare il concetto di collettività, e poi di genere umano, e che i principi sacri della rivoluzione francese ancora non sono stati superati da nessuna delle teorie politiche moderne (di Berlusconi, o di Veltroni, o di Bossi o di Sarkozy... ). E i principi sono quelli: libertà, uguaglianza, fratellanza (o fraternità, o sorellanza, come dicono le femministe). Voi conoscete dei partiti politici, degli «enti», degli opinionisti, oggi, che considerino come fondante della civiltà il termine fratellanza? Al momento, a insegnarcelo, è venuta Victoria. Non c'è da stupirsi se l'hanno incarcerata.
di Pietro Sansonetti - Liberazione del 9 marzo 2008
Nel vangelo dei cristiani c'è scritto che Victoria è nostra sorella. Nel nostro gergo di gente di sinistra si usa la parola compagna. Per la legge italiana invece Victoria è semplicemente clandestina e quindi autrice di reato. Se ne frega, la legge italiana, di tanti particolari, tra i quali il coraggio di Victoria che ha salvato Angela.
Ieri mattina ho visto sui muri di Roma un manifesto di Forza Italia, o forse del partito delle libertà - insomma, dei berlusconiani - che baldanzoso proclamava: «Con noi non avrai più un clandestino alla porta di casa». Se Angela non avesse avuto la clandestina oltre la porta di casa, ora sarebbe al cimitero.
Il cinismo feroce, la codardia di quelli che fanno la campagna elettorale promettendoci la sferza contro i nostri fratelli o compagni stranieri che non hanno un permesso di soggiorno, ci da la misura di quanto già sia stata secca, devastante, la svolta reazionaria nel senso comune italiano. Dicendo una oscenità come quella che è scritta nel manifesto del Pdl, loro pensano di prendere voti. E hanno ragione. Tanto che il Pd, con qualche eleganza in più, li insegue.
Il Pd però dice (e anche talvolta il Pdl, e spesso la Lega, e persino qualche persona di sinistra): «Noi non abbiamo nulla contro gli stranieri autorizzati, che lavorano e spingono la carretta. Ma la caccia al clandestino è giusta...».
Dimentichiamoci un momento i toni da Ku Klux Klan di queste campagne. Pensiamo solo al ragionamento che sta dietro la rivendicazione «regolare sì-clandestino no». Qual è il ragionamento? E' questo: se vengono qui a lavorare per noi, e lo fanno bene, e a buon prezzo, accettando di svolgere i servizi che gli italiani disdegnano, bene, accogliamoli. Perché? Ci servono. «Servono» non solo nel senso che sono utili, ma che sono servi. Altrimenti è giusto cacciarli. Il migrante è buono solo se «serve». Non esiste di per sé, esiste in funzione nostra.
Nessuno è sfiorato dall'idea che l'immigrazione non può essere solo un fenomeno di utile «asservimento», o un problema di convenienza; ma che è il drammatico risultato della fuga di massa di popolazioni grandissime, e poverissime, che il distorto sviluppo del pianeta - e la «rapina» di ricchezze, imposta, con le armi, dall'occidente - ha ridotto alla fame nera, alla disperazione. A nessuno viene in mente che la civiltà cresce solo se riesce ad accettare il concetto di collettività, e poi di genere umano, e che i principi sacri della rivoluzione francese ancora non sono stati superati da nessuna delle teorie politiche moderne (di Berlusconi, o di Veltroni, o di Bossi o di Sarkozy... ). E i principi sono quelli: libertà, uguaglianza, fratellanza (o fraternità, o sorellanza, come dicono le femministe). Voi conoscete dei partiti politici, degli «enti», degli opinionisti, oggi, che considerino come fondante della civiltà il termine fratellanza? Al momento, a insegnarcelo, è venuta Victoria. Non c'è da stupirsi se l'hanno incarcerata.
di Pietro Sansonetti - Liberazione del 9 marzo 2008
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lunedì 3 marzo 2008
Programma della Sinistra Arcobaleno
1. Dignità e diritti nel lavoro: la sicurezza
Ogni giorno in Italia muoiono in media 4 persone mentre lavorano. Grazie a una legge voluta dal Governo Berlusconi si può lavorare anche 13 o 14 ore al giorno e spesso per lavorare occorre rinunciare ai propri diritti. Siamo arrivati al paradosso che il lavoro è pagato a prezzi orientali e le merci così prodotte vengono vendute a prezzi occidentali.La Sinistra l’Arcobaleno propone: una legge che fissi la durata massima del lavoro giornaliero in 8 ore e in 2 ore la durata massima degli straordinari; l’immediata approvazione dei decreti attuativi del Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro e quindi più controlli e più certezza e severità delle pene per le imprese che trasgrediscono le norme.
2. Dignità e diritti nel lavoro: lotta alla precarietà
I lavoratori e le lavoratrici precarie nel nostro Paese sono oltre 4 milioni. È precarietà di vita, non solo di lavoro. La Sinistra l’Arcobaleno propone di superare la legge 30 e di affermare il contratto a tempo pieno e indeterminato come forma ordinaria del rapporto di lavoro; di rafforzare la tutela dell’articolo 18 contro i licenziamenti ingiustificati; di cancellare dall’ordinamento le forme di lavoro co.co.co, co.co.pro e le false partite IVA.
3. Dignità e diritti nel lavoro: salari, fisco e redistribuzione del reddito
Nel 2003 ai lavoratori toccava il 48,9% del reddito prodotto nel Paese, nel 1972 era il 59,2%. Oggi la quota dei redditi da lavoro dipendente è ulteriormente diminuita. Secondo i dati della Banca d’Italia, dal 2000 al 2006 prezzi e tariffe sono notevolmente aumentati e i salari sono rimasti invariati. La Sinistra l’Arcobaleno vuole fissare per legge il salario orario minimo per garantire una retribuzione mensile netta di almeno 1000 euro; propone un meccanismo di recupero automatico annuale dell’inflazione reale; propone di elevare le detrazioni fiscali per i lavoratori dipendenti. La Sinistra l’Arcobaleno vuole introdurre, come avviene in tutta Europa, un reddito sociale per i giovani in cerca di occupazione e per i disoccupati di lungo periodo, costituito da erogazioni monetarie e da un pacchetto di beni e servizi. La Sinistra l’Arcobaleno propone di diminuire il prelievo fiscale per i redditi più bassi portandoli dal 23 al 20%, contemporaneamente di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie al 20%, di redistribuire il reddito ai lavoratori e alle lavoratrici attuando immediatamente quanto previsto dalla Finanziaria di quest’anno, che destina loro tutto l’extragettito maturato.
4. Laicità: lo spazio di libertà per tutti
Nei Paesi europei più avanzati, e non solo in Europa, i fondamentali diritti della persona sono tutelati e garantiti da una legislazione che ne salvaguarda la sfera personale, nel rispetto della libertà di scelta di ciascuna e di ciascuno. Da noi non è così. La Sinistra l’Arcobaleno afferma l’uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali e propone il riconoscimento pubblico delle unioni civili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che ognuna e ognuno abbia il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita e propone una legge sul testamento biologico.
5. Libertà e autodeterminazione femminile
Nemmeno negli anni ’70 l’attacco alla libertà delle donne è stato tanto feroce; addirittura c’è chi propone una moratoria contro l’aborto chiamando “assassine” le donne. La Sinistra l’Arcobaleno propone interventi affinché la legge 194 sia applicata estendendo in tutto il Paese la rete dei consultori e introducendo in via definitiva la pillola RU 486 come tecnica non chirurgica di intervento che può essere scelta dalle donne; una nuova legge sulla fecondazione assistita per eliminare gli ingiusti divieti della legge 40, lesivi della libertà di scelta delle donne e del diritto costituzionale alla tutela della salute; una norma che persegua tutte le forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.
6. La pace, il disarmo
L’Italia è al 32° posto per la ricerca scientifica e al 7° posto nella classifica mondiale delle spese in armamenti. Con i soldi spesi per comprare un solo caccia Euro Fighter si potrebbero costruire 100 asili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che vada pienamente attuato l’art. 11 della Costituzione. L’Italia non deve più partecipare a missioni al di fuori del comando politico e militare delle Nazioni Unite. Vanno tagliate le spese per gli armamenti ed avviata la riconversione dell’industria bellica applicando la legge 185. Vogliamo una legge per la messa al bando delle armi nucleari dal nostro Paese. Siamo contrari alla costruzione della nuova base militare a Vicenza ed è necessaria una Conferenza nazionale sulle servitù militari per rimettere in discussione tutte le basi della guerra preventiva presenti sul nostro territorio. Serve una nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo.
7. Proteggere il pianeta: un Patto per il clima
Contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici è fondamentale per garantire una speranza di futuro all’umanità: senza adeguate misure ci saranno rischi certi per la salute e l’ambiente. La Sinistra l’Arcobaleno rifiuta il nucleare e propone che entro il 2020 si superi il 20% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e che le emissioni siano ridotte del 20%; un grande investimento pubblico in pannelli solari su tutti i tetti delle case e degli edifici pubblici. L’acqua è un bene comune e come tale deve essere pubblico. La Sinistra l’Arcobaleno propone la ripubblicizzazione dei servizi idrici, una legge quadro sul governo del suolo e l’inasprimento delle pene contro i reati ambientali e le ecomafie.
8. Le “Grandi Opere” di cui il Paese ha bisogno
Sono necessari grandi investimenti per una diversa qualità dello sviluppo e una buona occupazione. Queste sono le nostre “Grandi Opere”: messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e da quello idrogeologico; investimenti per migliorare i servizi di trasporto per i pendolari e la mobilità nelle città con nuove metropolitane, linee tramviarie e mezzi a energia pulita. Nei prossimi 5 anni 1000 treni per i pendolari. Vanno abbandonati progetti inutili e dannosi come il Ponte sullo Stretto, il Mose a Venezia, la TAV in Val di Susa, a favore di interventi su nodi ferroviari urbani, infrastrutture ferroviarie nel Mezzogiorno e potenziamento dei valichi alpini. Investimenti sul trasporto merci su rotaia e sulle autostrade del mare. Riduzione della produzione dei rifiuti, forti investimenti nella raccolta differenziata, misure concrete per il riciclaggio, impiego delle tecnologie più moderne ed avanzate.
9. Il diritto alla salute e le politiche sociali, indice di civiltà
L’Italia destina alla spesa sociale solo il 2,7% del PIL. In Germania, ad esempio, alla spesa sociale viene destinato l’8,3%. Il fallimento e la crisi dei sistemi che hanno introdotto il mercato nella sanità sono la dimostrazione ulteriore che solo il sistema sanitario pubblico e universalistico può dare risposte al bisogno di salute. La Sinistra l’Arcobaleno propone di adeguare il fondo sanitario nazionale al livello europeo, superare definitivamente i Ticket e le liste di attesa, inserire le cure odontoiatriche nei livelli essenziali del sistema sanitario. La Sinistra l’Arcobaleno propone una legge sulla non autosufficienza finanziando un fondo nazionale per almeno 1,5 miliardi di euro, l’aumento del fondo nazionale per le politiche sociali e l’indicazione di livelli essenziali delle prestazioni per eliminare la divaricazione fra regioni ricche e povere. La Sinistra l’Arcobaleno lancia un piano di asili come cardine della rete dei servizi per le bambine e i bambini.
10. La casa è un diritto, non una merce
Dopo un ventennio di politiche di privatizzazione e deregolamentazione del mercato delle locazioni, il costo degli affitti raggiunge oggi il 50% del reddito e anche più e gli sfratti di chi non ce la fa a pagare i canoni sono diventati il 70% del totale. L’Italia spende per la politica sociale della casa un decimo dell’Europa. La Sinistra l’Arcobaleno afferma che non ci possano essere sfratti se non da casa a casa, propone un piano nazionale per l’edilizia sociale a cui destinare 1,5 miliardi di euro, che porti l’Italia al livello europeo, modificare la legge 431/98, abolendo il canale libero. Vogliamo costituire un fondo a sostegno della ricontrattazione dei mutui di chi ha acquistato la prima casa e rischia di perdere l’alloggio ed eliminare l’ICI sulla prima casa non di lusso per i redditi medio-bassi.
11. Convivenza, inclusione, cittadinanza
Gli immigrati in Italia sono quasi 4 milioni, incidono per il 6,1% sul PIL, pagano quasi 1,87 miliardi di euro di tasse. Sono lavoratrici e lavoratori indispensabili per la nostra società, ma sono esclusi dall’accesso a molti diritti. La normativa attuale impedisce l’ingresso legale nel nostro Paese, creando clandestinità e sottoponendo donne e uomini migranti ad una condizione di sfruttamento e precarietà estrema. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene indispensabile l’abolizione della legge Bossi-Fini, e l’approvazione di una nuova normativa che introduca l’ingresso per ricerca di lavoro, meccanismi di regolarizzazione permanente, il diritto di voto alle elezioni amministrative, la chiusura dei CPT, una legge sulla cittadinanza sulla base del principio dello jus soli.
12. Istruzione, formazione, università e ricerca: le vere risorse per il futuro
Gli iscritti e le iscritte alla scuola italiana di ogni ordine e grado sono 7.742.294, le risorse destinate all’istruzione e la formazione sono pari al 3,5% del PIL e non aumentano da molti anni. Nel nostro Paese gli investimenti in università e ricerca rappresentano l’1,1% del PIL contro l’1,87% dell’Europa a 25, il 2,7% degli USA, il 3,15% del Giappone. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene la laicità della scuola pubblica fondamentale a partire dal rispetto rigoroso del principio che le scuole private sono libere, ma senza oneri a carico dello Stato. La Sinistra l’Arcobaleno propone la generalizzazione della scuola dell’infanzia, l’estensione del tempo pieno e prolungato, l’innalzamento dell’obbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente a 18 anni; la valorizzazione del ruolo dell’insegnante come intellettuale educatore. La Sinistra l’Arcobaleno propone di aumentare l’investimento pubblico in alta formazione e ricerca, nel corso della prossima legislatura, per raggiungere la media dei paesi OCSE; di rinnovare il sistema università e ricerca, anche con il reclutamento di 3000 giovani ricercatori l’anno per i prossimi 5 anni; di estendere il diritto allo studio elevando a 20.000 euro il limite di reddito per aver diritto alla borsa di studio.
13. Tagliare i privilegi, difendere la democrazia
La questione dei costi della politica non può essere separata dalla condizione generale del Paese: crescono le diseguaglianze e crescono i privilegi. E crescono anche gli intrecci tra affari e politica a partire dalle regioni meridionali ma non solo. La Sinistra l’Arcobaleno propone la riduzione del numero di parlamentari e di consiglieri regionali. La retribuzione dei parlamentari italiani non deve essere superiore alla retribuzione media dei parlamentari degli altri Paesi europei. È necessaria una legge che sottragga ai partiti le nomine, nella Sanità come negli altri settori pubblici, che stabilisca criteri che le Amministrazioni devono rispettare per garantire l’interesse pubblico e i principi del merito.
14. Una informazione libera, pluralista, democratica
L’Italia in questi anni è stata messa più volte sotto accusa dall’Unione Europea per carenza di pluralismo nell’informazione. Secondo l’ultimo rapporto USA sulla libertà di stampa, il nostro Paese occupa il 61° posto. La Sinistra l’Arcobaleno propone l’abrogazione della “Legge Gasparri” e l’approvazione di una vera legge di sistema che imponga tetti antitrust e impedisca posizioni dominanti nelle comunicazioni e nell’industria culturale. È assolutamente indispensabile approvare una vera legge sul conflitto di interessi.
Ogni giorno in Italia muoiono in media 4 persone mentre lavorano. Grazie a una legge voluta dal Governo Berlusconi si può lavorare anche 13 o 14 ore al giorno e spesso per lavorare occorre rinunciare ai propri diritti. Siamo arrivati al paradosso che il lavoro è pagato a prezzi orientali e le merci così prodotte vengono vendute a prezzi occidentali.La Sinistra l’Arcobaleno propone: una legge che fissi la durata massima del lavoro giornaliero in 8 ore e in 2 ore la durata massima degli straordinari; l’immediata approvazione dei decreti attuativi del Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro e quindi più controlli e più certezza e severità delle pene per le imprese che trasgrediscono le norme.
2. Dignità e diritti nel lavoro: lotta alla precarietà
I lavoratori e le lavoratrici precarie nel nostro Paese sono oltre 4 milioni. È precarietà di vita, non solo di lavoro. La Sinistra l’Arcobaleno propone di superare la legge 30 e di affermare il contratto a tempo pieno e indeterminato come forma ordinaria del rapporto di lavoro; di rafforzare la tutela dell’articolo 18 contro i licenziamenti ingiustificati; di cancellare dall’ordinamento le forme di lavoro co.co.co, co.co.pro e le false partite IVA.
3. Dignità e diritti nel lavoro: salari, fisco e redistribuzione del reddito
Nel 2003 ai lavoratori toccava il 48,9% del reddito prodotto nel Paese, nel 1972 era il 59,2%. Oggi la quota dei redditi da lavoro dipendente è ulteriormente diminuita. Secondo i dati della Banca d’Italia, dal 2000 al 2006 prezzi e tariffe sono notevolmente aumentati e i salari sono rimasti invariati. La Sinistra l’Arcobaleno vuole fissare per legge il salario orario minimo per garantire una retribuzione mensile netta di almeno 1000 euro; propone un meccanismo di recupero automatico annuale dell’inflazione reale; propone di elevare le detrazioni fiscali per i lavoratori dipendenti. La Sinistra l’Arcobaleno vuole introdurre, come avviene in tutta Europa, un reddito sociale per i giovani in cerca di occupazione e per i disoccupati di lungo periodo, costituito da erogazioni monetarie e da un pacchetto di beni e servizi. La Sinistra l’Arcobaleno propone di diminuire il prelievo fiscale per i redditi più bassi portandoli dal 23 al 20%, contemporaneamente di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie al 20%, di redistribuire il reddito ai lavoratori e alle lavoratrici attuando immediatamente quanto previsto dalla Finanziaria di quest’anno, che destina loro tutto l’extragettito maturato.
4. Laicità: lo spazio di libertà per tutti
Nei Paesi europei più avanzati, e non solo in Europa, i fondamentali diritti della persona sono tutelati e garantiti da una legislazione che ne salvaguarda la sfera personale, nel rispetto della libertà di scelta di ciascuna e di ciascuno. Da noi non è così. La Sinistra l’Arcobaleno afferma l’uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali e propone il riconoscimento pubblico delle unioni civili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che ognuna e ognuno abbia il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita e propone una legge sul testamento biologico.
5. Libertà e autodeterminazione femminile
Nemmeno negli anni ’70 l’attacco alla libertà delle donne è stato tanto feroce; addirittura c’è chi propone una moratoria contro l’aborto chiamando “assassine” le donne. La Sinistra l’Arcobaleno propone interventi affinché la legge 194 sia applicata estendendo in tutto il Paese la rete dei consultori e introducendo in via definitiva la pillola RU 486 come tecnica non chirurgica di intervento che può essere scelta dalle donne; una nuova legge sulla fecondazione assistita per eliminare gli ingiusti divieti della legge 40, lesivi della libertà di scelta delle donne e del diritto costituzionale alla tutela della salute; una norma che persegua tutte le forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.
6. La pace, il disarmo
L’Italia è al 32° posto per la ricerca scientifica e al 7° posto nella classifica mondiale delle spese in armamenti. Con i soldi spesi per comprare un solo caccia Euro Fighter si potrebbero costruire 100 asili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che vada pienamente attuato l’art. 11 della Costituzione. L’Italia non deve più partecipare a missioni al di fuori del comando politico e militare delle Nazioni Unite. Vanno tagliate le spese per gli armamenti ed avviata la riconversione dell’industria bellica applicando la legge 185. Vogliamo una legge per la messa al bando delle armi nucleari dal nostro Paese. Siamo contrari alla costruzione della nuova base militare a Vicenza ed è necessaria una Conferenza nazionale sulle servitù militari per rimettere in discussione tutte le basi della guerra preventiva presenti sul nostro territorio. Serve una nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo.
7. Proteggere il pianeta: un Patto per il clima
Contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici è fondamentale per garantire una speranza di futuro all’umanità: senza adeguate misure ci saranno rischi certi per la salute e l’ambiente. La Sinistra l’Arcobaleno rifiuta il nucleare e propone che entro il 2020 si superi il 20% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e che le emissioni siano ridotte del 20%; un grande investimento pubblico in pannelli solari su tutti i tetti delle case e degli edifici pubblici. L’acqua è un bene comune e come tale deve essere pubblico. La Sinistra l’Arcobaleno propone la ripubblicizzazione dei servizi idrici, una legge quadro sul governo del suolo e l’inasprimento delle pene contro i reati ambientali e le ecomafie.
8. Le “Grandi Opere” di cui il Paese ha bisogno
Sono necessari grandi investimenti per una diversa qualità dello sviluppo e una buona occupazione. Queste sono le nostre “Grandi Opere”: messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e da quello idrogeologico; investimenti per migliorare i servizi di trasporto per i pendolari e la mobilità nelle città con nuove metropolitane, linee tramviarie e mezzi a energia pulita. Nei prossimi 5 anni 1000 treni per i pendolari. Vanno abbandonati progetti inutili e dannosi come il Ponte sullo Stretto, il Mose a Venezia, la TAV in Val di Susa, a favore di interventi su nodi ferroviari urbani, infrastrutture ferroviarie nel Mezzogiorno e potenziamento dei valichi alpini. Investimenti sul trasporto merci su rotaia e sulle autostrade del mare. Riduzione della produzione dei rifiuti, forti investimenti nella raccolta differenziata, misure concrete per il riciclaggio, impiego delle tecnologie più moderne ed avanzate.
9. Il diritto alla salute e le politiche sociali, indice di civiltà
L’Italia destina alla spesa sociale solo il 2,7% del PIL. In Germania, ad esempio, alla spesa sociale viene destinato l’8,3%. Il fallimento e la crisi dei sistemi che hanno introdotto il mercato nella sanità sono la dimostrazione ulteriore che solo il sistema sanitario pubblico e universalistico può dare risposte al bisogno di salute. La Sinistra l’Arcobaleno propone di adeguare il fondo sanitario nazionale al livello europeo, superare definitivamente i Ticket e le liste di attesa, inserire le cure odontoiatriche nei livelli essenziali del sistema sanitario. La Sinistra l’Arcobaleno propone una legge sulla non autosufficienza finanziando un fondo nazionale per almeno 1,5 miliardi di euro, l’aumento del fondo nazionale per le politiche sociali e l’indicazione di livelli essenziali delle prestazioni per eliminare la divaricazione fra regioni ricche e povere. La Sinistra l’Arcobaleno lancia un piano di asili come cardine della rete dei servizi per le bambine e i bambini.
10. La casa è un diritto, non una merce
Dopo un ventennio di politiche di privatizzazione e deregolamentazione del mercato delle locazioni, il costo degli affitti raggiunge oggi il 50% del reddito e anche più e gli sfratti di chi non ce la fa a pagare i canoni sono diventati il 70% del totale. L’Italia spende per la politica sociale della casa un decimo dell’Europa. La Sinistra l’Arcobaleno afferma che non ci possano essere sfratti se non da casa a casa, propone un piano nazionale per l’edilizia sociale a cui destinare 1,5 miliardi di euro, che porti l’Italia al livello europeo, modificare la legge 431/98, abolendo il canale libero. Vogliamo costituire un fondo a sostegno della ricontrattazione dei mutui di chi ha acquistato la prima casa e rischia di perdere l’alloggio ed eliminare l’ICI sulla prima casa non di lusso per i redditi medio-bassi.
11. Convivenza, inclusione, cittadinanza
Gli immigrati in Italia sono quasi 4 milioni, incidono per il 6,1% sul PIL, pagano quasi 1,87 miliardi di euro di tasse. Sono lavoratrici e lavoratori indispensabili per la nostra società, ma sono esclusi dall’accesso a molti diritti. La normativa attuale impedisce l’ingresso legale nel nostro Paese, creando clandestinità e sottoponendo donne e uomini migranti ad una condizione di sfruttamento e precarietà estrema. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene indispensabile l’abolizione della legge Bossi-Fini, e l’approvazione di una nuova normativa che introduca l’ingresso per ricerca di lavoro, meccanismi di regolarizzazione permanente, il diritto di voto alle elezioni amministrative, la chiusura dei CPT, una legge sulla cittadinanza sulla base del principio dello jus soli.
12. Istruzione, formazione, università e ricerca: le vere risorse per il futuro
Gli iscritti e le iscritte alla scuola italiana di ogni ordine e grado sono 7.742.294, le risorse destinate all’istruzione e la formazione sono pari al 3,5% del PIL e non aumentano da molti anni. Nel nostro Paese gli investimenti in università e ricerca rappresentano l’1,1% del PIL contro l’1,87% dell’Europa a 25, il 2,7% degli USA, il 3,15% del Giappone. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene la laicità della scuola pubblica fondamentale a partire dal rispetto rigoroso del principio che le scuole private sono libere, ma senza oneri a carico dello Stato. La Sinistra l’Arcobaleno propone la generalizzazione della scuola dell’infanzia, l’estensione del tempo pieno e prolungato, l’innalzamento dell’obbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente a 18 anni; la valorizzazione del ruolo dell’insegnante come intellettuale educatore. La Sinistra l’Arcobaleno propone di aumentare l’investimento pubblico in alta formazione e ricerca, nel corso della prossima legislatura, per raggiungere la media dei paesi OCSE; di rinnovare il sistema università e ricerca, anche con il reclutamento di 3000 giovani ricercatori l’anno per i prossimi 5 anni; di estendere il diritto allo studio elevando a 20.000 euro il limite di reddito per aver diritto alla borsa di studio.
13. Tagliare i privilegi, difendere la democrazia
La questione dei costi della politica non può essere separata dalla condizione generale del Paese: crescono le diseguaglianze e crescono i privilegi. E crescono anche gli intrecci tra affari e politica a partire dalle regioni meridionali ma non solo. La Sinistra l’Arcobaleno propone la riduzione del numero di parlamentari e di consiglieri regionali. La retribuzione dei parlamentari italiani non deve essere superiore alla retribuzione media dei parlamentari degli altri Paesi europei. È necessaria una legge che sottragga ai partiti le nomine, nella Sanità come negli altri settori pubblici, che stabilisca criteri che le Amministrazioni devono rispettare per garantire l’interesse pubblico e i principi del merito.
14. Una informazione libera, pluralista, democratica
L’Italia in questi anni è stata messa più volte sotto accusa dall’Unione Europea per carenza di pluralismo nell’informazione. Secondo l’ultimo rapporto USA sulla libertà di stampa, il nostro Paese occupa il 61° posto. La Sinistra l’Arcobaleno propone l’abrogazione della “Legge Gasparri” e l’approvazione di una vera legge di sistema che imponga tetti antitrust e impedisca posizioni dominanti nelle comunicazioni e nell’industria culturale. È assolutamente indispensabile approvare una vera legge sul conflitto di interessi.
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venerdì 8 febbraio 2008
Fare presto!

Appello alla mobilitazione per l'incontro del 10 Febbraio del neonato Movimento per la Sinistra Arcobaleno.
06/02/2008 - Grande è il disordine sotto il cielo. La situazione internazionale, segnata finora dalla guerra permanente, dal pericolo di conflitti ricorrenti e dal rischio incombente di uno scontro di civiltà, si trova ora a fronteggiare lo spettro della recessione economica che è uno dei segnali della crisi del dominio economico statunitense sul mondo. Da decenni la globalizzazione e l'affermarsi delle scelte neoliberiste hanno comportato un peggioramento della condizione di chi lavora e un grande aumento della precarietà, ha prodotto una crisi ambientale senza precedenti dove in gioco è lo stesso futuro del pianeta. Tuttavia, se sul piano internazionale la situazione, che resta incerta e esposta a rischi, sembra aprirsi anche a soluzioni positive - a partire dagli entusiasmi che nella patria del capitalismo mondiale incontra la candidatura a presidente di Barack Obama e dal successo elettorale della sinistra in Assia, dove la scelta di contenuti e posizioni ambientaliste e di sinistra hanno dato alla Linke e alla Spd un ampio successo - nel nostro paese la caduta del governo Prodi, e con essa di tutte le esperienze di centrosinistra, così come le abbiamo conosciute in questo quindicennio, coincide con la più grave crisi democratica che il paese abbia conosciuto dalla nascita della Repubblica e con un pesante scollamento tra politica e cittadini, con un aggravarsi della questione sociale.
A questa situazione è necessario reagire e la sinistra non può far mancare il suo contributo alla riapertura di una fase di ripresa democratica del nostro paese. Perciò noi, esponenti di associazioni, laboratori territoriali, movimenti, comitati e network - che nel corso dell'incontro autoconvocato dell'otto dicembre, all'interno dell'Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, abbiamo dato vita ad una rete aperta e democratica - decidiamo di farci parte attiva della costruzione di un nuovo soggetto unitario e plurale della sinistra, facendo unità a partire da noi e perciò dandoci a questo scopo un coordinamento permanente finalizzato alla costruzione di un Movimento politico per la Sinistra, l'Arcobaleno. La crisi politica e istituzionale di queste settimane impone anche a noi di contribuire a promuovere una decisa iniziativa politica che dia vita a quel "processo popolare, democratico e partecipato, aperto alle adesioni collettive e singole" per costituire "una forza grande e autonoma, capace di competere per l'egemonia", come recita la Carta d'intenti della Sinistra l'Arcobaleno approvata da tutti i partiti della sinistra il 9 dicembre e che tutti dovrebbero concorrere a mettere in atto. Dall'Assemblea di dicembre ad oggi le vicende del lavoro - dalla strage alla TyssenKrupp di Torino al contratto dei meccanici -, quella dei rifiuti, quella della visita del Papa alla Sapienza, la campagna sulla moratoria sull'aborto, i ritardi nel varo di normative contro la violenza sulle donne e per le unioni civili, la recrudescenza nell'opinione pubblica di tendenze xenofobe e securitarie hanno reso evidente quanto esplicita e determinata sia l'offensiva della destra. Anche per reagire a tutto ciò c'è bisogno di una nuova sinistra unita. E invece, nonostante gli impegni assunti, dopo l'assemblea dell'8 e 9 dicembre la voce della sinistra non è stata unitaria, né in Parlamento né nel Paese, e attorno ad alcuni temi - come quello della legge elettorale - dalle divisioni a un certo punto sono sembrate emergere vere e proprie riserve sulla costruzione di "un nuovo soggetto della sinistra e degli ecologisti, unitario, plurale, federativo". Il distacco dalla politica e dalle istituzioni e la crisi sociale rischiano di saldarsi tra loro aprendo una prospettiva carica di incognite. C'è un'emergenza democratica, a cui si può rispondere solo attraverso la profonda trasformazione del nostro stesso agire politico: muovendo dal lavoro, dalle esperienze delle comunità solidali, dalle forme di autorganizzazione democratica presenti nel territorio e nella società. Abbiamo perciò deciso di mettere in pratica l'appello finale, rivoltoci dai partiti, a essere protagonisti del processo unitario, a diventarne parte attiva.
Il Movimento - a cui daremo vita in un'assemblea nazionale domenica 10 febbraio dalle 10 alle 17 al cinema Farnese di Roma -, facendo della diversità delle esperienze e delle culture che lo compongono una ragione di forza, intende proporre: o una carta delle regole della sinistra, perché essa sia la prima costruzione collettiva autenticamente democratica, partecipativa, fondata sulla differenza di genere; o la realizzazione di case della sinistra e laboratori sociali che costituiscano l'articolazione popolare e federale del nuovo soggetto; o un'autonoma campagna di adesione, da avviare immediatamente, al nuovo soggetto politico "la Sinistra, l'Arcobaleno", o l'organizzazione per i giorni 1° e 2 marzo di iniziative pubbliche da tenersi in tutte le città di Italia per dare dimensione di massa alla campagna di adesione, e la promozione una consultazione popolare autogestita sui principali punti programmatici, la carta delle regole e la dichiarazione d'intenti del nuovo soggetto unitario "la Sinistra, l'Arcobaleno". E' il momento di superare ogni incertezza e timore. La nostra azione è al servizio di tutte quelle forze politiche della sinistra effettivamente interessate a costruire oggi e non domani il nuovo soggetto politico di cui c'è bisogno anche in vista degli impegnativi appuntamenti politici che sono di fronte a tutti noi.
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venerdì 1 febbraio 2008
Associazione Veneta per la Sinistra e l'Arcobaleno
Care compagne, cari compagni
come già ampiamente presentato al convegno di Valpolicella, il percorso della costruzione dell’ "Associazione veneta per la Sinistra e L’arcobaleno" (questo il nome definitivo) sta procedendo rapidamente.
Mercoledì 31 gennaio, c’è stata la riunione del gruppo promotore che ha approvato lo statuto dell’Associazione e ha indicato le prime scadenze concrete.
Per il 16 febbraio a Treviso, con inizio alla mattina e chiusura verso ora di pranzo, si terrà un primo incontro sui temi della democrazia, del ruolo delle istituzioni, beni comuni, gestione della cosa pubblica. All’iniziativa – aperta a tutte/i – interverrà tra gli altri anche Paul Ginsburg. E’ nostro obiettivo coinvolgere in primo luogo consiglieri comunali, provinciali, di quartiere, di paese della sinistra (anche quelli che operano nei piccoli paesi dentro liste civiche)
La scadenza centrale però è prevista per sabato 23 e domenica 24 febbraio, dove si proverà ad organizzare qualche centinaio di banchetti in tutta la regione per chiedere al “popolo della sinistra” di dare la propria adesione,. sostegno, disponibilità all’Associazione. Per questa iniziativa sono già stati inviati alla stampa un paio di manifesti, un volantino e un blocchetto di tessere per l’adesione.
Successivamente si pensa ad una giornata di confronto sui temi del lavoro, che sarà prevedibilmente realizzata verso la seconda metà di marzo.
Due considerazioni.
La nascita di questa Associazione è certamente una opportunità importante, uno strumento per rivolgerci all’esterno e dare un luogo a tutte e tutti coloro che intendono spendersi. Serve però che non si trasformi nella semplice sommatoria dei partiti, ma che fin da subito siano coinvolti tutti i settori organizzati (associazioni, gruppi, comitati) e i singoli interessati.
La condizione in cui si costruisce tale Associazione sono ben note: crisi di governo, possibili elezioni anticipate, molto probabile accelerazione del processo di unità a sinistra (ovviamente in questa situazione imposta dalle elezioni….). Risulterà inevitabile quindi disegnare i contorni politici e di programma della sinistra arcobaleno. Ritorna quindi centrale quanto affermato in tutti gli interventi del nostro convegno di Valpolicella: noi lavoriamo per una sinistra nuova, unita e plurale che abbia come orizzonte l’alternativa antiliberista, non subordinata al Partito democratico e che non fa della governabilità un valore astratto a prescindere dai contenuti.
Ai banchetti del 23 e 24 sarà a disposizione un primo documento programmatico dell’Associazione, costruito perché possa essere integrato dai cittadini e non sia visto come il progetto già bello e pronto.
Renato Cardazzo
come già ampiamente presentato al convegno di Valpolicella, il percorso della costruzione dell’ "Associazione veneta per la Sinistra e L’arcobaleno" (questo il nome definitivo) sta procedendo rapidamente.
Mercoledì 31 gennaio, c’è stata la riunione del gruppo promotore che ha approvato lo statuto dell’Associazione e ha indicato le prime scadenze concrete.
Per il 16 febbraio a Treviso, con inizio alla mattina e chiusura verso ora di pranzo, si terrà un primo incontro sui temi della democrazia, del ruolo delle istituzioni, beni comuni, gestione della cosa pubblica. All’iniziativa – aperta a tutte/i – interverrà tra gli altri anche Paul Ginsburg. E’ nostro obiettivo coinvolgere in primo luogo consiglieri comunali, provinciali, di quartiere, di paese della sinistra (anche quelli che operano nei piccoli paesi dentro liste civiche)
La scadenza centrale però è prevista per sabato 23 e domenica 24 febbraio, dove si proverà ad organizzare qualche centinaio di banchetti in tutta la regione per chiedere al “popolo della sinistra” di dare la propria adesione,. sostegno, disponibilità all’Associazione. Per questa iniziativa sono già stati inviati alla stampa un paio di manifesti, un volantino e un blocchetto di tessere per l’adesione.
Successivamente si pensa ad una giornata di confronto sui temi del lavoro, che sarà prevedibilmente realizzata verso la seconda metà di marzo.
Due considerazioni.
La nascita di questa Associazione è certamente una opportunità importante, uno strumento per rivolgerci all’esterno e dare un luogo a tutte e tutti coloro che intendono spendersi. Serve però che non si trasformi nella semplice sommatoria dei partiti, ma che fin da subito siano coinvolti tutti i settori organizzati (associazioni, gruppi, comitati) e i singoli interessati.
La condizione in cui si costruisce tale Associazione sono ben note: crisi di governo, possibili elezioni anticipate, molto probabile accelerazione del processo di unità a sinistra (ovviamente in questa situazione imposta dalle elezioni….). Risulterà inevitabile quindi disegnare i contorni politici e di programma della sinistra arcobaleno. Ritorna quindi centrale quanto affermato in tutti gli interventi del nostro convegno di Valpolicella: noi lavoriamo per una sinistra nuova, unita e plurale che abbia come orizzonte l’alternativa antiliberista, non subordinata al Partito democratico e che non fa della governabilità un valore astratto a prescindere dai contenuti.
Ai banchetti del 23 e 24 sarà a disposizione un primo documento programmatico dell’Associazione, costruito perché possa essere integrato dai cittadini e non sia visto come il progetto già bello e pronto.
Renato Cardazzo
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martedì 29 gennaio 2008
Movimento politico: La Sinistra e L'Arcobaleno
La caduta del governo Prodi chiude la fase politica aperta dalle elezioni del 2006 e apre alla possibilità di un'uscita a destra del quindicennio di incertezze e di instabilità che hanno segnato la vita della Repubblica. Siamo, del resto, in un’epoca caratterizzata dalla guerra permanente e dal pericolo di conflitti più generali, da un mutamento di fondo nei rapporti nel capitalismo mondiale, dal rischio sempre incombente di un conflitto di civiltà. La globalizzazione e l’affermarsi delle concezioni neoliberiste ha comportato un peggioramento della condizione di chi lavora, aumentato la precarietà, e ci mette di fronte a una crisi ambientale senza precedenti. Nel nostro paese la fine dell’Unione, e con essa di tutte le esperienze di centrosinistra così come le abbiamo conosciute in questo quindicennio, coincide con la più grave crisi democratica che il paese abbia conosciuto dalla nascita della Repubblica – più che nella stessa stagione di “mani pulite” -, con un pesante scollamento tra politica democratica e cittadini, che costituisce il principale terreno di coltura dell’offensiva della destraE’ l’ora che nuovi soggetti politici si presentino sulla scena e afferrino nelle loro mani le sorti della democrazia del nostro paese. La sinistra non può mancare a questo appuntamento e non assolvere, attraverso la costruzione della sua unità e del suo rinnovamento, a un dovere verso gli uomini e le donne che guardano ad essa con fiducia e speranza.Perciò noi, esponenti di associazioni, laboratori territoriali, movimenti, comitati e network - che nel corso dell’incontro autoconvocato dell’otto dicembre, all’interno dell’Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, abbiamo dato vita a una rete aperta e democratica - decidiamo di trasformarci in Movimento politico per la Sinistra, l'Arcobaleno.La crisi politica e istituzionale di queste settimane impone anche a noi di rompere gli indugi e di contribuire a promuovere una decisa iniziativa politica tesa a realizzare subito, con coraggio e generosità, quel “processo popolare, democratico e partecipato, aperto alle adesioni collettive e singole” per costituire “una forza grande e autonoma, capace di competere per l’egemonia”, come recita la Carta d’intenti della Sinistra l'Arcobaleno approvata da tutti i partiti della sinistra il 9 dicembre e che tutti dovrebbero concorrere a mettere in atto.Dall’Assemblea di dicembre ad oggi le vicende del lavoro - dalla strage alla ThyssenKrupp di Torino al contratto dei meccanici -, quella dei rifiuti, quella della visita del Papa alla Sapienza, la campagna sulla moratoria sull'aborto, i ritardi nel varo di normative contro la violenza sulle donne e per le unioni civili, la recrudescenza nell’opinione pubblica di tendenze xenofobe e securitarie hanno reso evidente quanto esplicita e determinata sia l’offensiva della destra. E il perdurare delle divisioni a sinistra ne rendono incerta e debole la risposta.Oggi e non domani c’è bisogno di una nuova sinistra unita. E invece, nonostante gli impegni assunti nell’assemblea dell’8 e 9 dicembre, la voce della sinistra non è stata unitaria, né in Parlamento né nel Paese, e su alcuni temi - come quello della legge elettorale - dalle divisioni sembrano emergere reticenze sull’effettivo impegno nella costruzione di “un nuovo soggetto della sinistra e degli ecologisti, unitario, plurale, federativo”.Il distacco dalla politica e dalle istituzioni e la crisi sociale rischiano di saldarsi tra loro aprendo una prospettiva carica di incognite. C’è un’emergenza democratica, a cui si può rispondere solo cominciando da noi, dalla profonda trasformazione del nostro agire politico: muovendo dal lavoro, dalle esperienze delle comunità solidali, dalle forme di autorganizzazione democratica presenti nel territorio e nella società.Abbiamo perciò deciso di mettere in pratica l’appello finale, rivoltoci dai partiti, a essere protagonisti del processo unitario, a diventarne parte attiva.Il Movimento – a cui daremo vita in un’assemblea nazionale domenica 10 febbraio dalle 10 alle 17 al cinema Farnese di Roma -, facendo della diversità delle esperienze e delle culture che lo compongono una ragione di forza, intende proporre:
1. una carta delle regole della sinistra, perché essa sia la prima costruzione collettiva autenticamente democratica, partecipativa, fondata sui generi;
2. la realizzazione di case della sinistra e laboratori sociali che costituiscano l’articolazione popolare e federale del nuovo soggetto;
3. una campagna di preadesioni da iniziarsi fin da subito di tutti gli interessati al nuovo soggetto politico “la Sinistra, l'Arcobaleno”;
4. di organizzare ai primi di marzo iniziative pubbliche da tenersi in tutte le città di Italia per dare dimensione di massa alla campagna di preadesione, e promuovere un referendum autogestito sui principali punti programmatici, la carta delle regole e la dichiarazione d'intenti del nuovo soggetto unitario “la Sinistra, l'Arcobaleno”. Siamo intenzionati a portare uno stimolo positivo alle forze politiche, perché non perdano tempo, e con noi e con tutte le altre e gli atri che vorranno, partecipino a questo processo comune.
Movimento politico per la Sinistra, l'Arcobaleno
1. una carta delle regole della sinistra, perché essa sia la prima costruzione collettiva autenticamente democratica, partecipativa, fondata sui generi;
2. la realizzazione di case della sinistra e laboratori sociali che costituiscano l’articolazione popolare e federale del nuovo soggetto;
3. una campagna di preadesioni da iniziarsi fin da subito di tutti gli interessati al nuovo soggetto politico “la Sinistra, l'Arcobaleno”;
4. di organizzare ai primi di marzo iniziative pubbliche da tenersi in tutte le città di Italia per dare dimensione di massa alla campagna di preadesione, e promuovere un referendum autogestito sui principali punti programmatici, la carta delle regole e la dichiarazione d'intenti del nuovo soggetto unitario “la Sinistra, l'Arcobaleno”. Siamo intenzionati a portare uno stimolo positivo alle forze politiche, perché non perdano tempo, e con noi e con tutte le altre e gli atri che vorranno, partecipino a questo processo comune.
Movimento politico per la Sinistra, l'Arcobaleno
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domenica 27 gennaio 2008
Fine del governo Prodi: i guasti sono molti
di Valentino Parlato - Il Manifesto del 26 gennaio 2008
A Prodi si può rimproverare altro, certo non di appartenere alla razza italica dei furbetti. Era il premier d'una maggioranza nella quale ha creduto, non era disposto a cercarne un'altra - questo infatti sarebbe stato domandare o accettare un reincarico senza passare dal voto del Senato. Il suo progetto è caduto, è caduto come progetto politico. Il tentativo di Fassino di dire che non c'è stata, nella perdita della maggioranza, nessuna causa politica ma solo un nodo tecnico, di regole elettorali, ha dato la misura di quanto un dirigente dell'ex Pci sia lontano dalla percezione del paese, e dello stesso parlamento. È stato facile a Fini, e dal lato opposto a Barenghi, obiettargli che la sua maggioranza si è formata contro Berlusconi ma è stata incapace di reggere a un progetto comune.Non che il governo di centrosinistra non abbia fatto diverse cose, e anche buone, come la caccia all'evasione fiscale, ma nulla che potesse toccare l'asse della società ereditata dal caf e dal Cavaliere. Qualche passo in politica estera, non si è inoltrato fino al ripudio di quella guerra che la disastrosa amministrazione Bush ha reso semplicemente di buon senso.Non si è osato metter mano al conflitto di interessi, per cui potremmo ritrovarci Berlusconi forte come prima delle ultime elezioni che lo hanno di misura battuto. Neppure si è fatta una legge elettorale che permettesse di liquidare l'attuale, definita perfino dal suo autore, Calderoli, una porcheria. E in termini di crescita e di redistribuzione sociale, nel paese dove le inuguaglianze sono diventate le peggio dell'Europa occidentale, ai lavoratori e ai pensionati - per non parlare dei marginali - sono state mollate solo briciole, con un pauroso allargarsi dell'impoverimento effettivo.Questo punto, centrale, era iscritto nella maggioranza di Prodi, che non è stata messa in causa, per senso di responsabilità, dal sottrarsi dei rappresentanti dei ceti più deboli, ma per opera della destra di Mastella e di Dini, decisi a puntare su maggioranze diverse. Costoro non intendono cedere in nulla che somigli a una redistribuzione del reddito e a una diminuzione del privilegio che si possa definire modestamente riformista. Ma questo è un limite anche dell'ideologia di Prodi e della sua visione dell'Europa, analoga a quella dei Barroso, Almunia e Solana, e che ha a fondamento la competitività, che anche il Pd ha introiettato. Competitività vuol dire, nel mondo attuale, gareggiare non nell'eccellenza del prodotto, ma nella diminuzione del costo del lavoro - inseguendo su questo terreno la Cina e l'India. E stringere la borsa sulla spesa sociale.Anche il concetto molto prodiano di «sussidiarietà» appartiene a questa categoria: la comunità ha da arrivare soltanto dove il privato, che si muove per interesse, non arriva. Il caso dei servizi pubblici e oggi dell’immondizia, per la quale siamo la favola del mondo, non sono incidenti, sono un prodotto della filosofia privatizzante e competitiva, cui le camorre agevolmente si adeguano. Lo stato dell’Italia non sarà quello esibito ieri sera dal Senato, che non si darebbe in nessun altro paese, da vergognarsi di essere italiani. Ma non è molto migliore. E’ la società civile che esprime un ceto politico. I guasti sono molti. Fra di essi anche quello che ha corroso la sinistra della sinistra, il cui peccato maggiore è stato nel metter tutte le sue uova nel paniere del governo. O fuori di esso, soltanto qualche manifestazione. La Cgil non fa neanche queste. E qui la debolezza della sinistra nella maggioranza, perché i numeri sono numeri, e se la società tace, non ci sono che loro. La conquista se non di una egemonia almeno di una forza un poco più grande fuori delle istituzioni, non c’è stata. Questo resta il problema numero uno. Quello di fondo. Nel breve termine, lo ricorderà nel modo più ruvido la necessità di una campagna elettorale. Che è da sperare sia governata almeno da una legge meno indecente. Per questo può valere un governo ad interim, ma per fare solo questo e a termine. Non si vede come sarebbe legittimato a riformare nient’altro.
A Prodi si può rimproverare altro, certo non di appartenere alla razza italica dei furbetti. Era il premier d'una maggioranza nella quale ha creduto, non era disposto a cercarne un'altra - questo infatti sarebbe stato domandare o accettare un reincarico senza passare dal voto del Senato. Il suo progetto è caduto, è caduto come progetto politico. Il tentativo di Fassino di dire che non c'è stata, nella perdita della maggioranza, nessuna causa politica ma solo un nodo tecnico, di regole elettorali, ha dato la misura di quanto un dirigente dell'ex Pci sia lontano dalla percezione del paese, e dello stesso parlamento. È stato facile a Fini, e dal lato opposto a Barenghi, obiettargli che la sua maggioranza si è formata contro Berlusconi ma è stata incapace di reggere a un progetto comune.Non che il governo di centrosinistra non abbia fatto diverse cose, e anche buone, come la caccia all'evasione fiscale, ma nulla che potesse toccare l'asse della società ereditata dal caf e dal Cavaliere. Qualche passo in politica estera, non si è inoltrato fino al ripudio di quella guerra che la disastrosa amministrazione Bush ha reso semplicemente di buon senso.Non si è osato metter mano al conflitto di interessi, per cui potremmo ritrovarci Berlusconi forte come prima delle ultime elezioni che lo hanno di misura battuto. Neppure si è fatta una legge elettorale che permettesse di liquidare l'attuale, definita perfino dal suo autore, Calderoli, una porcheria. E in termini di crescita e di redistribuzione sociale, nel paese dove le inuguaglianze sono diventate le peggio dell'Europa occidentale, ai lavoratori e ai pensionati - per non parlare dei marginali - sono state mollate solo briciole, con un pauroso allargarsi dell'impoverimento effettivo.Questo punto, centrale, era iscritto nella maggioranza di Prodi, che non è stata messa in causa, per senso di responsabilità, dal sottrarsi dei rappresentanti dei ceti più deboli, ma per opera della destra di Mastella e di Dini, decisi a puntare su maggioranze diverse. Costoro non intendono cedere in nulla che somigli a una redistribuzione del reddito e a una diminuzione del privilegio che si possa definire modestamente riformista. Ma questo è un limite anche dell'ideologia di Prodi e della sua visione dell'Europa, analoga a quella dei Barroso, Almunia e Solana, e che ha a fondamento la competitività, che anche il Pd ha introiettato. Competitività vuol dire, nel mondo attuale, gareggiare non nell'eccellenza del prodotto, ma nella diminuzione del costo del lavoro - inseguendo su questo terreno la Cina e l'India. E stringere la borsa sulla spesa sociale.Anche il concetto molto prodiano di «sussidiarietà» appartiene a questa categoria: la comunità ha da arrivare soltanto dove il privato, che si muove per interesse, non arriva. Il caso dei servizi pubblici e oggi dell’immondizia, per la quale siamo la favola del mondo, non sono incidenti, sono un prodotto della filosofia privatizzante e competitiva, cui le camorre agevolmente si adeguano. Lo stato dell’Italia non sarà quello esibito ieri sera dal Senato, che non si darebbe in nessun altro paese, da vergognarsi di essere italiani. Ma non è molto migliore. E’ la società civile che esprime un ceto politico. I guasti sono molti. Fra di essi anche quello che ha corroso la sinistra della sinistra, il cui peccato maggiore è stato nel metter tutte le sue uova nel paniere del governo. O fuori di esso, soltanto qualche manifestazione. La Cgil non fa neanche queste. E qui la debolezza della sinistra nella maggioranza, perché i numeri sono numeri, e se la società tace, non ci sono che loro. La conquista se non di una egemonia almeno di una forza un poco più grande fuori delle istituzioni, non c’è stata. Questo resta il problema numero uno. Quello di fondo. Nel breve termine, lo ricorderà nel modo più ruvido la necessità di una campagna elettorale. Che è da sperare sia governata almeno da una legge meno indecente. Per questo può valere un governo ad interim, ma per fare solo questo e a termine. Non si vede come sarebbe legittimato a riformare nient’altro.
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martedì 22 gennaio 2008
giovedì 17 gennaio 2008
Si è dimesso Mastella
Il ministro della Giustizia e leader dell'UDEUR Clemente Mastella si è dimesso dalla sua carica di ministro il 16 gennaio 2008 a causa di un'inchiesta giudiziaria che coinvolge lui e la moglie Sandra Lonardo.
Mastella è, tra i politici, uno dei più impopolari. Rappresentante, non a torto, di tutto quello che, per il senso comune, è la vecchia DC (clientelismo, raggiri, favori, finanziamenti illeciti, poco lavoro concreto e molta ideologia ecclesiale), bisogna rendergli merito per la capacità eclettica di essere al posto giusto nel momento giusto: protetto di De Mita negli anni '70, deputato DC, ministro del Lavoro nel primo governo Berlusconi, sindaco, Ministro della Giustizia fino a gennaio 2008.
Essere sempre e comunque in Parlamento dal 1976 è un primato che spetta a pochi dotati della capacità di riciclarsi in qualsiasi maggioranza, nonostante i molti aspetti controversi: amicizie con mafiosi, avvisi di garanzia, iscrizione nel registro degli indagati della procura di Catanzaro nell'ambito dell'inchiesta "Why not".
In bocca al lupo per il suo futuro ex ministro Mastella, non abbiamo dubbi che come una fenice risorgerà dalle sue stesse ceneri. Persone come lei non ce ne sono tante, per fortuna.
Mastella è, tra i politici, uno dei più impopolari. Rappresentante, non a torto, di tutto quello che, per il senso comune, è la vecchia DC (clientelismo, raggiri, favori, finanziamenti illeciti, poco lavoro concreto e molta ideologia ecclesiale), bisogna rendergli merito per la capacità eclettica di essere al posto giusto nel momento giusto: protetto di De Mita negli anni '70, deputato DC, ministro del Lavoro nel primo governo Berlusconi, sindaco, Ministro della Giustizia fino a gennaio 2008.
Essere sempre e comunque in Parlamento dal 1976 è un primato che spetta a pochi dotati della capacità di riciclarsi in qualsiasi maggioranza, nonostante i molti aspetti controversi: amicizie con mafiosi, avvisi di garanzia, iscrizione nel registro degli indagati della procura di Catanzaro nell'ambito dell'inchiesta "Why not".
In bocca al lupo per il suo futuro ex ministro Mastella, non abbiamo dubbi che come una fenice risorgerà dalle sue stesse ceneri. Persone come lei non ce ne sono tante, per fortuna.
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